Luca Ward a Verissimo

Luca Ward è al centro di una lunga intervista a Verissimo, nel salotto di Silvia Toffanin. Il celebre attore e doppiatore si racconta a cuore aperto e rivive uno dei dolori che più hanno segnato il suo percorso esistenziale: la morte del padre per un aneurisma. “Avevo 13 anni compiuti da poco“, le parole dell’attore, che rivela uno degli ultimi gesti della figura paterna prima che se ne andasse.

Luca Ward: il doloroso ricordo del padre

Tra gli ospiti di Verissimo nella puntata di quest’oggi figura anche Luca Ward, celebre attore e doppiatore che ha dato voce ai più grandi protagonisti del cinema, come ‘Il Gladiatore’.

Ai microfoni di Silvia Toffanin ripercorre il suo lungo percorso di vita, segnato dall’indubbio successo professionale ma anche da un profondo lutto che ha segnato la sua adolescenza: la morte del padre Aleardo.

Un dolore difficilissimo da metabolizzare, complice anche la giovane età di Luca Ward quando ha dovuto dire addio al padre per l’ultima volta. “Avevo 13 anni compiuti da poco. A quell’età non ti aspetti un evento del genere, quello che è stato drammatico è il non poter fermarsi a riflettere su cosa potesse essere accaduto“.

La ricerca di un lavoro dopo il lutto

La scomparsa del padre, avvenuta come un fulmine a ciel sereno, ha investito di dolore e lacrime la famiglia dell’attore, dalla madre ai fratelli.

In quel momento un giovanissimo Luca Ward ha capito che era arrivato il momento di caricarsi la famiglia alle spalle e prendersi alcune responsabilità, quelle che da sempre erano spettate al padre. A cominciare dalla ricerca di un lavoro che potesse consentire alla famiglia di sopravvivere a livello economico: “Quella mattina uscii di casa, andai in una ditta di traslochi e solo guardando il proprietario, lui ha capito, con un cenno della testa. In paese sapevano delle nostre difficoltà, lui mi disse che mi avrebbe fatto lavorare dalla mattina dopo.

Con la grande determinazione di mia madre e i miei fratelli l’obiettivo è stato quello“.

Dopo due mesi di coma se ne è andato

Tra i ricordi della dolorosa scomparsa di papà Aleardo ce n’è uno, in particolare, rimasto impresso nella mente e nel cuore dell’attore. Si tratta di un gesto simbolico del padre nella stanza d’ospedale, che ha lasciato spiazzato Luca: “Lui ha avuto questo evento durante una notte, fu portato in ospedale e lì si riprese. C’è stato un momento, poco prima dell’operazione, in cui chiamò mia madre e le chiese dei soldi.

Poi mi ha fatto cenno di avvicinarmi al letto, mi ha aperto la mano, mi ha messo i soldi, mi ha chiuso la mano e mi ha detto ‘Adesso ci devi pensare tu’. Lì non dissi nulla, ho pensato che lo avrebbero operato, sarebbe guarito e ci avrebbe pensato lui. Invece dopo due mesi di coma se ne è andato“.

Il padre Aleardo ha così investito il figlio Luca della responsabilità di occuparsi della famiglia, a cominciare dall’aspetto economico. Un gesto che ha segnato di fatto l’adolescenza del doppiatore.