chi è nino manfredi film e canzoni

Il nome Nino Manfredi in Italia è sinonimo di arte, nelle sue espressioni più varie. Pochi come lui hanno saputo essere così versatili e lasciare il segno in campi diversi, dal cinema alla musica, dalla radio alla televisione. Il 20 marzo 2021, in occasione dei 100 anni di Nono Manfredi, la Rai lo omaggia con uno sceneggiato, In Arte Nino, che ripercorre i grandi dell’istrionico volto della commedia dell’arte italiana.

Nino Manfredi: chi è e gli inizi della carriera

Per l’anagrafe è nato come Saturnino Manfredi, nato a Castro dei Volsci il 22 marzo 1921. Dalla provincia romana, si sposta poi nella Capitale.

Gli inizi sono difficili e a 16 anni Nino Manfredi si ammala di tubercolosi: il periodo in ospedale gli permette di imparare a suonare il banjo e di maturare la passione per la recitazione.

Decide così di dedicarsi al teatro, attività che affianca agli studi di giurisprudenza. Gli esordi risalgono al primo Dopoguerra nel Teatro Piccolo di Roma, da dove poi Nino Manfredi spicca il volo affermandosi come artista versatile e a tutto tondo.

Nino Manfredi film: da attore a regista, la carriera nel cinema

Oltre alla prolifica attività teatrale, Nino Manfredi affianca quasi subito quella da attore nel cinema.

L’esordio avviene nel 1948 con Torna a Napoli di Domenico Gambino, e prosegue con numerose pellicole e collaborazioni con importanti registi del periodo come Zeno e Franco Zeffirelli. A contribuire al successo è anche la sua partecipazione a Canzonissima nel 1959, quando lancia il personaggio di Bastiano, il barista di Ceccano e la celebre frase “Fusse che fusse la vorta bbona“, che è poi entrata nel parlato popolare e ancora oggi è legata a doppio filo a Manfredi.

Via via, Nino Manfredi si imponge come “il clown bianco” della commedia italiana, affiancando grandi nomi come l’amico Marcello Mastroianni, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi e Vittorio Gassmann.

Anche grazie a Canzonissima recita nel sequel di Nanni Loy, Audace colpo dei soliti Ignoti e, da lì, si apre una filmografia sconfinata. Anni Ruggenti, Straziami, ma di baci saziami, Riusciranno i nostri eroi negli anni ’60, ma anche le maschere di Girolimoni, l’emigrante di Pane e cioccolata e molti altri. Manfredi viene ricordato anche per il celebre Pinocchio di Luigi Comencini del 1972, e poco dopo per C’eravamo tanto amati di Ettore Scola.

Nino Manfredi cantante: i successi indimenticabili

Nino Manfredi è però ricordato anche per la sua prolifica e versatile attività in molti altri campi come il doppiaggio o la pubblicità.

Anche nella musica, ha saputo contribuire in modo deciso, cantando successi ricordati ancora oggi. Manfredi ha conquistato le hit parade col brano Tanto pe’ canta, rivisitazione dell’originale di Petrolini. Celebre anche la sua Roma nun fa la stupida stasera parte della colonna sonora della commedia Rugantino; così come le partecipazioni a Sanremo 1982 con La frittata e l’anno dopo con Canzone pulita (come ospite). La sua voce è stata prestata anche a colonne sonore, come la celebre Che bello sta’ con te inserita in Questo e quello di Sergio Corbucci.

Nino Manfredi premi: i riconoscimenti della carriera

Tutta questa prolifica attività ha portato Manfredi a ricevere numerosi riconoscimenti. Su tutti, 4 David di Donatello come Miglior Attore, per film come Vedo nudo e Pane e Cioccolata. A questi si aggiunge quello per la miglior sceneggiatura di Attenti al buffone, e il prestigioso premio al Festival di Cannes per l’opera prima da regista, Per Grazia ricevuta.

Nel suo “palmares” speciale, figurano anche riconoscimenti istituzionali. Nino Manfredi è stato nominato Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana nel 1978 e Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana nel 1994.