Cronaca

Sintomi del coronavirus nel 70% dei pazienti 5 mesi dopo le dimissioni: lo studio sul Long Covid

Dopo 5 mesi dalla dimissione, il 70% dei pazienti covid manifesterebbe ancora sintomi: lo studio dell'Università di Leichester
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Uno studio dell’Università di Leicester avrebbe rilevato che, dopo 5 mesi dalla dimissione dall’ospedale, il 70% dei pazienti che hanno contratto il Covid-19 presenterebbe ancora sintomi. Il lavoro è stato pubblicato su medRxiv, ma non è stato ancora sottoposto a revisione tra pari.

Covid-19, lo studio sui pazienti

La ricerca sarebbe stata condotta su 1.077 persone, tutte ospedalizzate e dimesse tra marzo e novembre 2020. Questi sarebbero stati sottoposti a questionari sulle loro condizioni di salute e sull’impatto che il Covid-19 avrebbe provocato nella loro quotidianità.

Dai risultati, riportati anche da Agi, emergerebbe che il 71% degli intervistati avrebbe affermato di presentare ancora sintomi. Inoltre, il 17,8% avrebbe smesso di lavorare e il 19,3% avrebbe subìto delle alterazioni negli orari lavorativi a causa del Covid-19.

I sintomi del “Long Covid”

Nei questionari, i sintomi più comuni segnalati sarebbero stati l’affaticamento, la difficoltà a dormire, il dolore o il gonfiore delle articolazioni, la debolezza degli arti, la perdita di memoria a breve termine e altri inconvenienti cognitivi.

Inoltre, gli studiosi riporterebbero che il 25% degli intervistati manifesta ansia o depressione, e che il 12% riscontra segni di sindrome da stress post-traumatico. In aggiunta, avrebbero osservato che, nei soggetti che avevano avuto bisogno di ventilazione meccanica, diversi organi siano stati danneggiati.

Il problema del Long Covid

Si tratterebbe, quindi, di una percentuale davvero consistente di pazienti che manifesterebbero sintomi persistenti a 5 mesi dalla dimissione. Questa tematica si connetterebbe al Long Covid, una problematica provocata dagli strascichi di Covid-19.

Infatti, in quanto malattia multiorgano, il Covid-19 può provocare effetti duraturi su molti apparati e organi del corpo umano. Agi riporta che Chris Whitty, Chief Medical Adviser nel Regno Unito, avrebbe dichiarato che “i sintomi a lungo termine di Covid-19 sono ancora in gran parte sconosciuti. Questi lavori si aggiungono alle poche nozioni disponibili a questo riguardo“. Le stime suggerirebbero che in alcuni pazienti potrebbero esserci impatti di Long Covid duraturi e debilitanti per diversi mesi.

Più colpite le donne sotto i 50 anni

Una conferma arriverebbe da uno studio separato portato avanti dagli studiosi dell’Università di Glasgow e disponibile sempre su medRxiv.

Tale lavoro confermerebbe questi dati, evidenziando come le donne sotto ai 50 anni siano più soggette a queste complicazioni persistenti.

In questa direzione, il Servizio sanitario nazionale inglese avrebbe già predisposto più di 20 milioni di sterline per l’assistenza dei pazienti in queste condizioni e per la ricerca scientifica.

Le donne come probabile categoria a rischio

Dal lavoro degli studiosi di Leicester, inoltre, emergerebbe che tra i pazienti più colpiti da queste complicazioni ci sarebbero le donne di mezza età con comorbilità, per esempio asma o diabete.

Il gruppo di ricercatori avrebbe ipotizzato che il Long Covid possa dipendere da livelli particolarmente alti della proteina C reattiva, un ormone infiammatorio nel sangue. Gli scienziati dell’Università di Glasgow, inoltre, avrebbero studiato un campione di 36 donne al di sotto dei 50 anni dimesse dall’ospedale. Queste avrebbero avuto 5 volte meno di probabilità di guarire completamente dopo 3 mesi rispetto agli uomini.

Uno studio che necessita approfondimenti

Gli studiosi avrebbero precisato che le dimensioni del campione sarebbero troppo ristrette per giungere a conclusioni definitive.

Tuttavia, il legame tra il sesso femminile e la probabilità più elevata di avere sintomi a lungo termine di Covid-19 non sarebbe da escludere e deve essere valutato più approfonditamente.

Questa ricerca fornisce informazioni utili sugli effetti debilitanti di Covid con cui alcune persone convivono mesi dopo essere state ricoverate in ospedale – osserverebbe ancora Whitty – è importante capire quali siano i pericoli e le complicazioni del Long Covid in modo da gestire i casi“.

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