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Nelle scorse ore la Suprema Corte ha dato l’ok alla trascrizione in Italia dell’atto di nascita di un bambino adottato negli Stati Uniti da una coppia gay.

La sentenza della Cassazione

La Cassazione ha dato il via libera al “riconoscimento degli effetti di un provvedimento giurisdizionale straniero di adozione di minore da parte di una coppia omoaffettiva maschile che attribuisca lo status genitoriale secondo il modello dell’adozione piena o legittimante“. L’adozione era avvenuta a New York da parte di una coppia costituita da un italiano e un cittadino americano. Con la decisione presa dalle Sezioni Unite con il verdetto 9006 depositato a seguito dell’udienza presieduta dal Primo presidente della Cassazione Pietro Curzio, è stata quindi convalidata la trascrizione nell’anagrafe italiana.

Per le sezioni unite civili della Cassazione la decisione “non contrasta con i principi di ordine pubblico internazionale il riconoscimento degli effetti di un provvedimento giurisdizionale straniero di adozione di minore da parte di coppia omoaffettiva maschile che attribuisca lo status genitoriale secondo il modello dell’adozione piena o legittimante, non costituendo elemento ostativo il fatto che il nucleo originario del figlio minore adottivo sia omogenitoriale ove sia esclusa la preesistenza di un accordo di surrogazione di maternità a fondamento della filiazione“, riporta Agi.

Non c’è quindi nessuna apertura nei confronti della maternità surrogata.

Il caso della coppia

Ma cosa era successo in precedenza? I due uomini si erano trovati costretti ad affrontare il rifiuto della trascrizione dell’atto dall’ufficiale di stato civile del Comune di Samarate, in Italia, secondo il quale il regime applicabile era quello dell’adozione internazionale.

Successivamente, la Corte d’appello di Milano aveva affermato come invece fosse possibile riconoscere l’adozione piena legittimata dal provvedimento dei giudici statunitensi.

Infine, è arrivata la decisione della Cassazione che ha rigettato il ricorso presentato dall’Avvocatura dello Stato, per conto del sindaco di Samarate, contro la decisione dei giudici milanesi.