Cronaca

Bimba nata con l’intestino al posto del polmone: salvata grazie all’intervento dei medici di Torino

Torino, la bambina nata con l'intestino al posto del polmone è stata salvata grazie all'intervento dei medici della Città della Salute del capoluogo piemontese. Dopo aver affrontato due delicati interveti, la piccola può finalmente uscire dall'ospedale, dopo ben 17 mesi di ricovero
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Torino, salvata una bambina nata con l’intestino al posto del polmone. Presa in cura presso la Città della Salute di Torino, la bambina ha dovuto affrontare 2 interventi particolarmente difficili. Grazie al lavoro di squadra degli specialisti che si sono occupati di lei però, ora sarà finalmente dimessa. Dopo 17 mesi in ospedale, la piccina potrà finalmente tornare a casa.

Bimba nata con l’intestino al posto del polmone: rilevato un buco nel diaframma

È di queste ore la notizia del lieto fine nella vicenda che ha avuto come protagonista una bambina nata con l’intestino al posto del polmone.

A salvarla sono stati i medici della Città della Salute di Torino. La sua storia tuttavia è iniziata più di un anno e mezzo fa. Alla 20esima settimana di gestazione infatti, un’ecografia aveva evidenziato la presenza da una rara malformazione nel feto. Le analisi avevano rilevato la presenza di un’ernia diaframmatica congenita: un vero e proprio foro nel diaframma, tale da permettere all’intestino di spostarsi nel torace, compromettendo il normale sviluppo dei polmoni.

La mamma era stata presa in carico dall’équipe diagnostica prenatale dell’ospedale Sant’Anna (diretta dal dottor Andrea Sciarrone). Qui, i medici avevano monitorato l’avanzare della gravidanza fino alla nascita della bambina.

Il primo intervento a pochi giorni dalla nascita

Quando nel novembre 2019 la piccola ha visto la luce, il personale sanitario ha provveduto all’immediato trasferimento presso la Rianimazione pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita, reparto diretto dal dottor Giorgio Ivani. Dopo un trattamento intensivo di 2 giorni, la neonata ha affrontato il suo primo intervento chirurgico.

Il direttore della Chirurgia pediatrica dottor Fabrizio Gennari e la sua équipe si sono occupati di effettuare una correzione dell’ernia diaframmatica.

Una volta terminato l’intervento, per la piccola sono emersi ulteriori problemi inattesi. Come spiegato dai medici della Città della Salute, l’intervento di correzione dell’ernia diaframmatica permette generalmente una convalescenza breve e un rapido ritorno alla vita normale, ma per la neonata la situazione si è dimostrata più complessa.

Il prolungamento della degenza

Riscontrata la presenza di nuove problematiche non correlate alla malformazione, i medici hanno deciso di prolungare il ricovero in Rianimazione pediatrica fino a marzo 2020.

In seguito poi, la piccola ha vissuto il trasferimento presso il reparto di Pneumologia pediatrica (diretto dalla dottoressa Elisabetta Bignamini).

Nei mesi le condizioni respiratorie della neonata sono sfortunatamente peggiorate. Il suo organismo ha infatti sviluppato una malattia epatica colestatica, che ha comportato un preoccupante ingrossamento del fegato. Le dimensioni di quest’ultimo sono divenute tali da provocare pressione sul torace. Gli esami hanno rilevato una graduale insufficienza epatica, che ha comportato un ulteriore prolungamento della degenza per la bambina.

Il trapianto di fegato: la fase più complessa per la piccola

Considerata la gravità della situazione, i medici hanno ritenuto necessario valutare la possibilità di un intervento ad alto rischio: il trapianto di fegato. In seguito all’inserimento della piccola nella lista d’attesa per l’operazione però, è stato necessario attendere per mesi l’individuazione di un organo idoneo. Nel frattempo, la bambina ha contratto anche l’infezione da Covid-19, superando fortunatamente senza grandi difficoltà anche questa patologia.

Grazie al Coordinamento regionale trapianti del Piemonte (diretto dal professor Antonio Amoroso), nel novembre 2020 è stato individuato il fegato adatto al trapianto nella bambina. A donarlo è stata una persona reduce da Covid.

Il direttore del Centro trapianti di fegato della struttura Renato Romagnoli ed il suo team hanno effettuato l’intervento di trapianto presso l’ospedale Molinette. In seguito, l’équipe di Anestesia e Rianimazione 2 dell’ospedale, sotto la direzione di Roberto Balagna, ha preso in cura la piccola paziente portandola a superare gradualmente le difficoltà post-intervento.

Per recuperare anche la piena funzionalità dei polmoni, la piccola è poi stata ricoverata in Rianimazione pediatrica e nel reparto di Gastroenterologia del Regina Margherita, diretto dal dottor Pierluigi Calvo.

Uno straordinario esempio di collaborazione: la vittoria contro la malattia

Come osservato dai medici che si sono occupati del caso e come riportato nel comunicato stampa diffuso dalla Città della Salute, la “tenacia” della piccola e la speranza dei suoi genitori hanno rappresentato delle costanti durante tutti i mesi di degenza. Proprio quest’innegabile forza d’animo ha costituito un’inesauribile fonte di motivazione per il personale degli ospedali torinesi. Medici e infermieri di numerosi reparti della Città della Salute di Torino hanno infatti collaborato in sinergia, mettendo a disposizione tutte le loro competenze per riuscire a salvare la piccola. Grazie a loro la bambina potrà ora condurre finalmente una vita al di fuori dell’ospedale.

Dopo ben 17 mesi di ricovero, a cominciare dal giorno della sua nascita, la bimba potrà salutare tutti i professionisti che l’hanno avuta in cura e uscire dall’ospedale insieme ai suoi genitori. Proprio in questi giorni la famiglia farà ritorno a casa, per iniziare insieme una nuova fase di vita.

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