vaccino

È stato sottoscritto il Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti Covid nei luoghi di lavoro. Il piano vaccinale deve andare avanti, insomma, anche negli ambienti di lavoro. Con un accordo tra governo e parti sociali, prenderanno quindi il via le vaccinazioni nei luoghi di lavoro, con il supporto dei medici aziendali e della rete Inail: l’adesione alla vaccinazione avverrà su base volontaria.

Vaccino Covid: c’è un accordo

Alla fine è stata raggiunto tra Governo, imprese e sindacati l’accordo sull’aggiornamento del Protocollo per la sicurezza ed il contrasto al Covid 19.

Un lungo confronto tra il ministro del Lavoro Orlando, il ministro della Salute Speranza insieme ai leader delle associazioni datoriali e i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl.

Questo tipo di accordo prevede una adesione volontaria dei datori di lavoro e dei lavoratori. Le aziende potranno candidarsi e la vaccinazione sarà offerta a tutti i lavoratori, “a prescindere dalla tipologia contrattuale“. I costi per la realizzazione e la gestione dei piani aziendali, inclusi quelli per la somministrazione, “sono interamente a carico del datore di lavoro“, riporta AdnKronos.

Se la vaccinazione viene eseguita in orario di lavoro, il tempo necessario è equiparato all’orario di lavoro. 

I tamponi a lavoro

L’accordo trovato non regola solo la possibilità di vaccinazione, ma ha anche aggiornato il protocollo di sicurezza del 14 marzo 2020 e ora è previsto che per il rientro al lavoro dopo aver avuto l’infezione occorre un tampone molecolare o antigenico negativo. Questo potrà essere fatto in una struttura sanitaria. “I lavoratori positivi oltre il 21 esimo giorno saranno riammessi al lavoro solo dopo la negativizzazione del tampone molecolare o antigenico effettuato in struttura accreditata o autorizzata dal servizio sanitario“, si legge.

Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha commentato l’accordo: “Penso che siano accordi perfettibili ma credo che oggi sia più importante mettere un punto fermo e poi riservarsi la possibilità di integrazione, piuttosto che attendere l’optimum ma che poi rischia di non arrivare“.