aurora ramazzotti risponde agli insulti sul catcalling

Catcalling è la parola del momento: a rilanciarla è stata una denuncia social di Aurora Ramazzotti, la figlia di Michelle Hunziker e del cantante Eros. Dopo aver fatto emergere la questione in modo così preponderante, Aurora è stata oggetto di numerosi insulti di cui ora ha parlato lei stessa, sfogandosi con un lungo testo sul profilo Instagram.

Aurora Ramazzotti catcalling: gli insulti dopo la denuncia

Si potrebbe pensare che, almeno su catcalling, si possa essere tutti d’accordo: fare apprezzamenti fisici e/o sessuali a donne per strada non è una pratica accettabile, civile né tantomeno gradita dallo stesso genere femminile.

E invece no, che in Italia la misoginia e la questione della rappresentazione femminile sia ancora un problema lo evidenziano i commenti che Aurora Ramazzotti ha ricevuto dopo aver denunciato la questione con alcune storie. Catcalling è il tema del momento, ma per qualcuno si è trasformato in una nuova opportunità per insultare, schernire e minimizzare la questione.

La stessa figlia d’arte ha condiviso uno dei tanti commenti che le arrivano: “Quando sei Aurora Ramazzotti e fai vedere il tuo impegno contro il Cat Calling” le scrive un utente, condividendo una foto in cui la figlia di Michelle Hunziker stringe tra le natiche un prodotto di bellezza.

Un video che non dovrebbe aver nulla di contestabile, usato come mezzo per dimostrare che la Ramazzotti non può parlare di catcalling perchè si mette in mostra in quel modo.

post insulti aurora ramazzotti
Il post di insulti ad Aurora Ramazzotti

Aurora Ramazzotti Instagram: lo sfogo dopo gli insulti sul catcalling

Il senso del post è tanto semplice quanto senza senso e confonde la libertà di una donna di poter mostrare il proprio corpo con il presunto benestare a ricevere apprezzamenti non richiesti per strada. A sottolinearlo, ci ha pensato la stessa Aurora Ramazzotti con una storia: “Siete, come al solito, piccoli.

Piccoli così” ha esordito, spiegando poi come la foto della scorsa estate fosse ironia tra madre e figlia. “Vorrei che qualcuno di voi mi spiegasse il nesso tra un video ironico e le molestie verbali per strada” prosegue.

E ancora: “Perché mi si vede il cu*o? È questo? Perché se d’estate mi metto un costume allora non posso permettermi di disgustarmi davanti a commenti sessuali che avvengono quando sono interamente vestite?”. Il nonsense è, o dovrebbe essere, evidente.

Aurora Ramazzotti chiede rispetto: “Mi fa inca**are”

Poi, prosegue: “Mi fa inca**re perché quando vedo scherzare con questo tema mi rendo conto che non capite che fa parte della cultura dello stupro“.

La giovane conduttrice attacca ancora: “La molestia a vostro avviso è minore o addirittura inesistente quindi non merita attenzione. Ma HA LA STESSA MATRICE“. Il ragionamento, aggiunge, “è lo stesso che sta alla base di ‘si meritava di essere violentata perché si è messa la minigonna‘”.

I toni si accendono: “Eh già, ‘C’è una foto del suo cu*o sul web, si merita che le dicano succhiami il c***o per strada‘”. A fine storia, Aurora Ramazzotti chiede rispetto “a prescindere da chi sono e da come c***o scelgo di vestirmi.

Merito rispetto che sia in costume da bagno o completamente coperta dalla testa ai piedi. Merito rispetto anche se faccio ironia sul mio corpo, perché è il MIO corpo e decido IO. Non voi“.

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