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Deforestazione tropicale, nel 2020 persa un’area grande quanto i Paesi Bassi: l’allarme degli studiosi

Aumenta nel 2020 il fenomeno della deforestazione con una porzione complessiva di foresta distrutta pari all'area dei Paesi Bassi: l'appello è allarmante e la mano, dietro al disastro, è dell'uomo
Deforestazione tropicale: nel 2020 persa un'area grande quanto i Paesi Bassi

Secondo un recente studio del Global Forest Watch, che da anni redige puntualmente report, nel 2020 la porzione di foresta tropicale che sarebbe stata distrutta per mano dell’uomo sarebbe equivalente, in termini areali, ai Paesi Bassi. Un fenomeno dunque, quello della deforestazione, che non avrebbe trovato alcuna battuta d’arresto nemmeno in un momento come questo, segnato da una profonda crisi economica globale: stando sempre allo studio, la deforestazione negli ultimi 12 mesi avrebbe segnato un aumento pari al 12%.

Deforestazione tropicale: nel 2020 distrutta un’area grande quanto i Paesi Bassi

Secondo uno studio del Global Forest Watch, i tropici avrebbero perso 12,2 milioni di ettari di copertura arborea nel solo 2020.

Di questi, 4,2 milioni (una superficie, quindi, pari a quella dei Paesi Bassi) sarebbero stati persi all’interno di foreste tropicali umide primarie, dunque particolarmente importanti per la biodiversità e per il carbonio. Tornando al fenomeno della forestazione, come anticipato, nel 2020 il fenomeno ha registrato un aumento pari al 12% rispetto al 2019 che già risultava essere aumentata rispetto al 2018.

Le cause? Ancora una volta si conferma esserci l’uomo alle spalle di una deforestazione selvaggia che è per lo più volta alla ricerca di materie prime.

Deforestazione tropicale: la situazione in Brasile

Il Brasile è al primo posto tra i Paesi del mondo con il più alto tasso di deforestazione, un fenomeno che tocca drammaticamente da vicino in particolare l’Amazzonia brasiliana e il Pantanal. Con una perdita totale di 1,7 milioni di ettari nel 2020, la distruzione di foreste in Brasile è aumentata del 25% rispetto all’anno scorso.

La prima grande cause del fenomeno sarebbero gli incendi, specie quelli appiccati dall’uomo – nonostante l’impiego dei militari per impedirlo – e che rientrano tra le tecniche di preparazione del terreno per l’agricoltura, il pascolo o l’allevamento.

Si tratta di incendi che spesso e volentieri oltretutto verrebbero poi lasciati divampare in maniera incontrollata, ancor più facilitati dalla forte siccità e dal clima secco predominante.

La speranza in Indonesia e Malesia

Altri Stati in cui si registra un aumento del fenomeno della deforestazione nel 2020 sono la Repubblica Democratica del Congo, il Perù, la Bolivia, e la Colombia.

Come ha commentato Frances Seymour del World Resources Institute, che ha guidato lo studio, queste perdite sono “un’emergenza climatica, una crisi della biodiversità, un disastro umanitario e opportunità economiche perse”.

Miglioramenti, invece, per le foreste dell’Indonesia e della Malesia. Questi due Stati per il quarto anno di seguito hanno visto ridursi l’area di deforestazione. Il merito di questo notevole miglioramento va sicuramente alle politiche governative e aziendali attuate in favore dell’ambiente.

Cambiamenti climatici e deforestazione

Oltre alle cause legate all’uomo, le foreste hanno anche affrontato una moltitudine di disturbi legati al clima.

Gli incendi, infatti, sono stati alimentati, come già sottolineato, anche dalla siccità, soprattutto in Brasile. Sono gli scienziati a temere che in futuro gli incendi e le relative emissioni possano aumentare come diretta conseguenza del cambiamento climatico.

Quanto invece ai danni provocati da tempesti ma così come dagli insetti, anche questi fattori hanno contribuito a diminuire la copertura degli alberi specie in America Centrale e nell’Europa centrale. “La natura ci aveva sussurrato per un po’ che la minaccia stava arrivando.

Adesso sta urlando“, le parole di Seymour.

L’allarme e l’urgenza ambientale

Questo studio ha illustrato come la deforestazione proceda ad un ritmo sbalorditivo e come molti degli obiettivi relativi alle foreste con scadenze per il 2020 siano stati mancati. Il report giunge di fatto a conclusione di un anno che sarebbe dovuto essere storico nella lotta alla deforestazione e che invece così non si è dimostrato essere. Urgente e immediato l’appello che gli studiosi hanno rivolto e rivolgono in termini di interventi e iniziative politiche ed economiche a salvaguardia delle foreste prima che sia troppo tardi.

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