Anna Macina, Beppe Grillo e Giulia Bongiorno

Non si placa la bufera sul video postato da Beppe Grillo in merito al presunto caso di stupro che vedrebbe protagonista il figlio Ciro e altri tre ragazzi ai danni di una 19enne. Nel video, postato dal fondatore e garante del MoVimento 5 Stelle, Grillo ha pronunciato parole dure che hanno scatenato una severa polemica, soprattutto da parte di donne che hanno lanciato una protesta usando l’hashtag #ilgiornodopo.

Una protesta nata proprio a seguito della frase shock detta da Grillo, che si chiedeva come fosse possibile che una vittima di stupro, il giorno dopo, invece di andare a denunciare ha preferito andare in spiaggia.

Parole raggelanti che non sono passate inosservate nemmeno all’avvocato difensore della giovane presunta vittima, tant’è che Giulia Bongiorno ha annunciato che chiederà di far mettere questo video agli atti.

Intorno a questa delicatissima vicenda, un altro elemento polemico si è aggiunto alla lista e questa volta, per mettere un freno, è stato necessario l’intervento del ministro della Giustizia e Guardasigilli Marta Cartabia, che ha convocato il sottosegretario alla Giustizia Anna Macina per un chiarimento sulle sue dichiarazioni contro Giulia Bongiorno.

Che cosa è successo tra Anna Macina e Giulia Bongiorno

Tutto ruota intorno ad un video acquisito dalla difesa, nel quale ci sarebbero le prove contro Ciro Grillo; dello stesso video aveva parlato anche la moglie del comico, che aveva affermato l’esatto contrario.

Il punto è che secondo Anna Macina, sottosegretaria 5 Stelle, questo video sarebbe stato visto anche dal leader della Lega Matteo Salvini.

Ecco le sue parole pronunciate durante un’intervista al Corriere della Sera e poi ribadito in giornata: “In tv Salvini ha detto di averne parlato con Giulia Bongiorno, e ha detto di aver saputo altri dettagli. Non è che questo video, che non doveva vedere nessuno, lui l’ha visto?

Sarebbe grave. Che si utilizzi per fini politici una vicenda di cui non si capisce se Bongiorno parla da difensore (che ha quel video) o da senatrice che passa informazioni al suo capo di partito di cui è anche difensore. Mi ha gelato sentirla dire che porterà il video di Grillo in Tribunale, lasciando intendere che il comportamento del papà ricadrà sul figlio. Cosa vuole fare, il processo alla famiglia? Rabbrividisco”.

Parole pesanti che hanno scatenato una durissima reazione, in primis dalla stessa Bongiorno, seguita poi dalla Lega e da altri partiti.

La risposta di Giulia Bongiorno

Giulia Bongiorno, che oltre ad essere avvocato e senatrice è anche co-fondatrice della onlus a tutela delle donne vittima di violenza Doppia Difesa, ha risposto: “Si lancia in fantasiose, gravissime accuse a mio carico. (…) Mossa dalla cultura del sospetto (verso i nemici) che caratterizza il Movimento 5 stelle, il sottosegretario Macina lede gravemente la mia immagine di essere umano, prima ancora che di avvocato, nel provare a insinuare che io abbia reso noti a chicchessia atti del processo. Mi occupo di violenza sulle donne da decenni come a tutti è noto.

Ho assunto questo incarico un anno dopo la denunzia che ha dato vita alle indagini e non ho mai parlato con nessuno di questo procedimento nonostante le numerose e pressanti richieste dei giornalisti. Il sottosegretario Macina dovrà rispondere di queste affermazioni farneticanti in sede giudiziaria”.

Interviene Marta Cartabia

La polemica che si è generata da queste dichiarazioni, soprattutto perché a pronunciarle è stato un sottosegretario alla Giustizia, ha richiesto l’intervento diretto della detentrice del Dicastero, Marta Cartabia. Il ministro ha convocato Anna Macina intorno alle 18 del pomeriggio di giovedì e, come si legge su Repubblica, è avvenuto il chiarimento.

Marta Cartabia avrebbe ribadito ad Anna Macina l’importanza del suo ruolo: “Una posizione istituzionale richiede il massimo riserbo sulle vicende giudiziarie aperte”.

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