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A Verissimo viene raccontata la storia di Gianluca Gazzoli, popolare conduttore radiofonico e volto noto di “Radio Deejay”. L’ospite si racconta per la prima volta ai microfoni di Silvia Toffanin, affrontando un difficile discorso legato ad una malattia sinora tenuta nascosta. Una fortissima tachicardia“, le parole del conduttore costretto a vivere con un defibrillatore impiantato nel petto.

Gianluca Gazzoli: una difficile malattia

Gianluca Gazzoli è uno dei nomi più illustri del panorama radiofonico italiano, essendo uno dei volti di punta della nota emittente “Radio Deejay”. La sua vita e carriera si sono sempre intrecciate con la musica e la radio, le sue più grandi passioni che da anni lo accompagnano con notevole successo.

Ma dietro agli impegni il radio e al suo sorriso, si cela un male profondo sinora tenuto nascosto. Il conduttore rivela infatti di soffrire di problemi di cuore dall’età di 14 anni ma solo adesso, all’età di 32 anni, ha voluto parlarne apertamente liberandosi di un peso opprimente. Come da lui raccontato, si tratta di aritmie cardiache che portano il suo cuore a raggiungere un alto livello di battiti al minuto sino ad interromperne il corso ordinario, per poi riattivarsi.

Ospite a Verissimo, alla sua prima intervista di fronte a Silvia Toffanin, Gianluca Gazzoli affronta questo delicato argomento.

Il cuore ad un certo punto si fermava

Il suo racconto comincia da adolescente, quando si rende conto di essere ostaggio di problemi respiratori: “A 14 anni giocavo a basket e avevo una componente di stress fisco che, insieme a quello emotivo, facevano corto circuito e il mio cuore partiva a mille. In quei momenti lì non capivo niente, mi veniva da svenire. Per un certo periodo pensavo fosse tutto apposto, perché era un insieme di fattori“.

Il principale sintomo di questa malattia è “una fortissima tachicardia, ho sempre cercato però di mascherare questa cosa.

Finché, facendo partite più serie, questa cosa capitava sempre più spesso e i dottori si sono impuntati. Durante una partita hanno visto che ad un certo punto il cuore si fermava e dopo riprendeva a battere. Questa era una fortuna, perché a volte purtroppo ci si resta“.

L’utilizzo del defibrillatore

Sottoposto ad accertamenti medici, Gazzoli ha scoperto di essere costretto ad utilizzare un defibrillatore per affrontare il problema e, dunque, evitare il peggio: “Prima hanno cercato di evitare il defibrillatore, ma il problema era sempre quello.

Io ero sempre consapevole, a quell’età l’ho vissuta anche con una certa incoscienza“.

Il periodo successivo all’operazione ha profondamente segnato il conduttore: “Quei giorni li ricordo con le lacrime, perché mi veniva proibito lo sport. Io continuavo a sfidare questo defibrillatore dicendomi che non avevo niente. Poi ho iniziato a fare partite nascondendo il mio certificato medico, e durante quella partita il defibrillatore si è azionato“.

La convivenza con la malattia

La sensazione di dolore vissuta da Gianluca Gazzoli viene perfettamente descritta dalle sue parole: “Quella cosa me la ricordo ancora, un’esplosione che tu senti da dentro.

Io ero convinto che qualcuno da dietro mi avesse colpito con una mazza, perché mi ha ribaltato. Atterro per terra e lì mi sono spaventato tanto. Il cuore poi è ripartito di nuovo e mi ha dato un’altra scossa“.

Ad oggi il conduttore ha imparato a convivere con questa malattia e con un defibrillatore impiantato nel petto, unica soluzione per garantirgli la salute. “Adesso la batteria devo cambiarla ogni 8 anni se non va in funzione – spiega. – È diventata una tasca, è sottopelle quindi l’impianto c’è già ma viene fatta una sostituzione della batteria“.