Mario Draghi

Oggi è il giorno del Recovery plan che prende il nome di PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il testo è stato già trasmesso alle Camere e nelle prossime per il premier Mario Draghi farà le sue comunicazioni per la presentazione. “Il totale degli investimenti previsti è pertanto di 222,1 miliardi di euro“, spiega in una nota Palazzo Chigi. “Il Piano italiano prevede investimenti pari a 191,5 miliardi di euro, finanziati attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, lo strumento chiave del NGEU” e ancora “Ulteriori 30,6 miliardi sono parte di un Fondo complementare, finanziato attraverso lo scostamento pluriennale di bilancio approvato nel Consiglio dei ministri del 15 aprile“.

PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Il testo, di 337 pagine, prevede un pacchetto di riforme per diversi ambiti, dalla pubblica amministrazione, alla giustizia. “Un intervento epocale“, dice la nota, “che intende riparare i danni economici e sociali della crisi pandemica, contribuire a risolvere le debolezze strutturali dell’economia italiana, e accompagnare il Paese su un percorso di transizione ecologica e ambientale“. Il Pnnr non dimentica le donne, i giovani e il Mezzogiorno e nemmeno temi che la pandemia ha reso ancora più importanti, come quello della digitalizzazione.

Digitalizzazione e Rivoluzione Verde

Obiettivo del Governo è quello di promuovere la digitalizzazione del Paese, investendo anche nel turismo e cultura, settori chiave per l’Italia. “Gli investimenti previsti nel piano assicurano la fornitura di banda ultra-larga e connessioni veloci in tutto il Paese”, spiega Palazzo Chigi.

Fondamentale resta la cosiddetta Rivoluzione Verde, “I suoi obiettivi sono migliorare la sostenibilità e la resilienza del sistema economico e assicurare una transizione ambientale equa e inclusiva“.

Il Governo prevede importanti investimenti nelle fonti di energia rinnovabile e semplifica le procedure di autorizzazione nel settore“. E ancora: “Si sostiene la filiera dell’idrogeno, e in particolare la ricerca di frontiera, la sua produzione e l’uso locale nell’industria e nel trasporto“.

La scuola e la ricerca

Anche il settore scolastico è stato colpito duramente della pandemia, mentre la ricerca è diventata di primo piano nel racconto di un anno così difficile a causa del Covid-19. I fondi stanziati per l’Istruzione e la ricerca hanno come obiettivo di “rafforzare il sistema educativo, le competenze digitali e tecnico-scientifiche, la ricerca e il trasferimento tecnologico“.

Il Piano investe negli asili nido, nelle scuole materne, nei servizi di educazione e cura per l’infanzia. Crea 152.000 posti per i bambini fino a 3 anni e 76.000 per i bambini tra i 3 e i 6 anni“, si spiega ancora.

La salute

Fondamentale dopo un anno di pandemia resta il settore della Salute per cui vengono stanziati complessivamente 18,5 miliardi per “rafforzare la prevenzione e i servizi sanitari sul territorio, modernizzare e digitalizzare il sistema sanitario e garantire equità di accesso alle cure“.

L’obiettivo resta anche rafforzare l’assistenza domiciliare, la telemedicina e l’assistenza remota. “Il Governo investe nell’aggiornamento del parco tecnologico e delle attrezzatture per diagnosi e cura, con l’acquisto di 3.133 nuove grandi attrezzature, e nelle infrastrutture ospedaliere, ad esempio con interventi di adeguamento antisismico“, spiega ancora Palazzo Chigi.

Infrastrutture e lavoro

Occhi puntati anche sulle Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile, e l’obiettivo di Inclusione e Coesione, per cui vengono stanziati 22,4 miliardi. “Il suo obiettivo è facilitare la partecipazione al mercato del lavoro“, duramente colpito dalla pandemia, “anche attraverso la formazione, rafforzare le politiche attive del lavoro e favorire l’inclusione sociale.

Il Governo investe nello sviluppo dei centri per l’impiego e nell’imprenditorialità femminile, con la creazione di un nuovo Fondo Impresa Donna“.