decreto proroghe: misure, scadenze e smart working

Via libera dal Consiglio dei ministri al decreto Proroghe, la cui bozza finale, secondo quanto riferito dall’Ansa, prevede nuove scadenze e un cambiamento per lo smart working che interessa i dipendenti pubblici. Nel testo non sarebbe inserita la norma sulla proroga delle concessioni balneari e per gli ambulanti.

Decreto proroghe: le misure

Le misure del provvedimento, riporta Adnkronos, sono contenute in una bozza di 11 articoli che il Cdm avrebbe approvato e che riguarda nuove scadenze e cambio di regole per lo smart working nella Pubblica amministrazione, ma non solo.

Tra le norme inserite, anche una estensione dei tempi per esercitare il cosiddetto “golden power” in alcuni settori da parte del Governo, mentre non ci sarebbe la proroga delle concessioni per le spiagge e gli ambulanti, oggetto di ulteriori approfondimenti.

Non serve nessuna proroga perché una norma esiste già, anzi due: una per la proroga al 2033 e un’altra che congela le concessioni per il Covid“. È quanto dichiarato all’Ansa dal ministro del Turismo Massimo Garavaglia, interpellato proprio sul tema balneari. “L’unico messaggio che mi sento di mandare – ha aggiunto –, l’unica cosa certa è che l’estate è tranquilla per tutti, gestori e utenti“.

Previste anche nuove scadenze per documenti di riconoscimento d’identità, con la proroga dei termini di validità che, secondo la bozza del decreto legge filtrata in queste ore, si allungheranno fino a settembre. Tra le misure anche la proroga per sostenere l’esame per la patente fino alla fine dell’anno in corso.

Smart working: cade l’obbligo del 50% nelle P.a.

Secondo quanto emerso, inoltre, stop all’obbligo di smart working al 50% nella Pubblica amministrazione. Un cambio di regole, dunque, che interessa i dipendenti pubblici e che fa saltare il vincolo.

Si torna alla normalità: addio alla soglia minima del 50% per lo smart working“: questo un passaggio del commento del ministro Renato Brunetta riportato dall’Ansa.

Il testo del decreto legge, aggiunge Adnkronos, escludendo la quota del 50% per il lavoro da casa, prevede che nella P.a. si garantisca che “l’erogazione dei servizi rivolti a cittadini ed imprese avvenga con regolarità, continuità ed efficienza“.

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