violenza sessuale: denuncia lo zio, rinviato a giudizio

Avrebbe subito violenze sessuali per anni, fino a trovare il coraggio di denunciare tutto, far finire la storia in tribunale e, con essa, lo zio che avrebbe abusato di lei quando era una bambina. Il caso arriva da Palermo, riporta Il Giornale di Sicilia, e ora l’uomo sarebbe stato rinviato a giudizio. La ragazza avrebbe portato delle prove di quanto denunciato, video e foto che ne avrebbero avvalorato il drammatico racconto.

Violenza sessuale sulla nipote: la denuncia

Stando alle informazioni diffuse dalla stampa locale, le presunte violenze sessuali ai danni di una bambina, oggi 19enne, si sarebbero consumate per anni nel silenzio del terrore della vittima.

Un tempo in cui lei, nipote del presunto aguzzino, avrebbe taciuto le atrocità che si sarebbero impresse per sempre nella sua anima. Il caso arriva da Palermo e avrebbe come protagonisti una giovane donna e lo zio, denunciato dalla ragazza che da lui avrebbe subito abusi da quando aveva 8 anni, fino ai 14.

L’uomo, fratello della madre, secondo le accuse emerse l’avrebbe violentata ripetutamente, e poi sarebbe finito in carcere per un altro reato, estorsione. La ragazza avrebbe deciso di denunciare tutto poco prima che venisse scarcerato.

Violenza sessuale sulla nipote: zio rinviato a giudizio

La vicenda, riporta Il Giornale di Sicilia, sarebbe stata portata all’attenzione degli inquirenti nel momento in cui si sarebbe fatta strada l’ipotesi che l’uomo finisse di scontare parte della pena residua ai domiciliari, e proprio nella stessa abitazione in cui vivrebbero la sorella e la figlia di lei, oggi 19enne e sua presunta vittima.

Davanti al rischio di convivere con lo zio, la giovane avrebbe quindi deciso di denunciare tutto e rivolgersi ad un legale. Poche ore fa, sarebbe arrivata la notizia del rinvio a giudizio per l’uomo. La prima udienza del processo che lo vedrà imputato sarebbe stata fissata per il prossimo ottobre.

La denuncia della ragazza sarebbe accompagnata da materiale risalente alla sua infanzia, esattamente al periodo delle violenze descritte agli inquirenti.

Prove come foto e video di quando era bambina che, raccolte dalla parte civile, ne avrebbero avvalorato il racconto.