Il New Safe Confinement che ricopre il reattore di Chernobyl

Chernobyl si sveglia dal suo sonno dopo l’incidente di 35 anni fa. Il reattore 4, proprio quello esploso nel 1986 dando vita al peggior incidente civile nucleare della storia, torna a bruciare uranio. Gli scienziati hanno infatti rilevato un aumento dei neutroni, che indica che le fissioni nucleari sono riprese nel sarcofago con cui è stato seppellito il reattore 4 di Chernobyl. Si sta ora cercando di capire se il fenomeno si arresterà da solo o se sarà necessario un intervento per scongiurare un altro incidente, non da escludere.

Chernobyl brucia di nuovo: fissioni nucleari nel reattore 4

È la rivista Science, con un’intervista a Neil Hyatt, dell’Università dello Sheffield, a dare la notizia.

Secondo il chimico esperto di gestione dei rifiuti nucleari, “È come i tizzoni in una griglia da barbecue“. I sensori avrebbero tracciato un crescente, seppur lento, aumento dei neutroni, indice di fissioni nucleari in corso.

Che potessero scaturire fissioni nucleari autosufficienti è sempre stato un timore per gli scienziati che monitorano Chernobyl, sin dall’incidente del 26 aprile 1986.

Cosa c’è sotto il reattore 4 di Chernobyl

Con l’esplosione del reattore 4, il nucleo si è fuso insieme al reattore stesso, formando una lava radioattiva colata nei sotterranei al di sotto la camera del reattore.

Questa lava conterrebbe le barre di uranio usate come combustibile, il loro rivestimento in zirconio, le barre di controllo in grafite e la sabbia usata per tentare di spegnere il nucleo.

La lava si è poi indurita, formando una specie di stalattite a cui è stato dato il nome di “Piede d’elefante”, a base di un materiale chiamato corium, (fuel-containing materials, FCM nell’acronimo inglese). Al suo interno ci sarebbero 170 tonnellate di uranio irradiato, il 95% del combustibile originario.

Perché sono riprese le fissioni nucleari

Come riporta Science, quando il sarcofago di cemento e acciaio è stato coperto con il New Safe Confinement (NSC), nel 2016, che impedisce all’acqua piovana di penetrare, il livello dei neutroni si è inizialmente abbassato.

Il numero dei neutroni è però tornato a salire, quasi raddoppiando negli ultimi 4 anni in corrispondenza della stanza 305/2. L’essiccamento del combustibile potrebbe aver accelerato il movimento dei neutroni, e quindi la scissione degli atomi di uranio. Il meccanismo non è ancora del tutto chiaro, ma questo è lo scenario suggerito dall’Institute for Safety Problems of Nuclear Power Plants (ISPNPP) ucraino.

Si teme un nuovo incidente a Chernobyl

Gli scienziati stanno monitorando l’evoluzione della situazione e al momento non è ancora chiaro se sarà necessario un intervento o se le fissioni nucleari termineranno autonomamente. Maxim Saveliev, dell’ISPNPP, ha dichiarato alla rivista che “Non si può escludere la possibilità di un incidente“.

Non ci sarebbe possibilità di una replica di quanto accaduto nel 1986, ma secondo Hyatt, se le fissioni accelereranno esponenzialmente potrebbe verificarsi “un rilascio incontrollato di energia nucleare“.

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