obesità e anoressia in aumento per i giovani in DAD

Crescono i disturbi alimentari tra i giovani in DAD. Il Ministero della Salute evidenzia un incremento del 30% di obesità e anoressia in tutta Italia. I casi sono in aumento tra i giovanissimi, spesso sotto i 14 anni, e crescono anche nella popolazione maschile.

Disturbi alimentari: “Stress, vita sedentaria e claustrofobia

La pandemia, il lockdown e la didattica a distanza stanno causando molti problemi ai giovani studenti. Oltre alle privazioni della vita sociale e alla possibilità di frequentare gruppi sociali affini in un età cruciale, sono stati evidenziati molti disturbi. “Lo stress, la vita sedentaria e un senso di claustrofobia legato a dover rimanere a casa hanno contributo a peggiorare la situazione” sostiene Laura Dalla Ragione, direttrice della rete del Centro per i disturbi del comportamento alimentare dell’Usl Umbria 1.

Su tutti, vengono evidenziati problemi di natura alimentare: “Il cibo è stato una sorta di rifugio”.

Nei mesi trascorsi in casa, i ragazzi sono stati a contatto ogni giorno con abbondanti scorte alimentari, favorendo così numerosi spuntini fuori pasto, ma anche con meccanismi e strumenti per il controllo del peso, come per esempio diuretici e lassativi. A questo, viene riportato, si è aggiunta la convivenza forzata e prolungata con i familiari, senza che vi fosse alcuna valvola di sfogo come la scuola e l’attività fisica.

Disturbi alimentari esasperati dal lockdown

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, soprattutto l’anoressia, la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating), sono un problema di sanità pubblica sempre più diffuso. La pandemia e il lockdown hanno esasperato una situazione già in crescita tra i ragazzi.

Secondo il report del Ministero della Salute, i casi sarebbero cresciuti del 30% nel primo semestre 2020, registrando un calo nell’età di insorgenza dei disturbi alimentari, spesso sotto i 14 anni.

La direttrice Dalla Ragione ha ribadito: “Nell’ultimo anno, le richieste di assistenza sono aumentate notevolmente e arrivano da tutta Italia. Circa il 20% di coloro che si rivolgono a noi sono maschi, in particolare della fascia 12-17 anni”.

Nel 2020, viene riferito, si è avuta una crescita pari al 225% nel numero di accessi al servizio specializzato dell’Ausl di Reggio Emilia.

Disturbi alimentari e la paura di contagiarsi

Oltre alle limitazioni e all’isolamento richiesti dall’emergenza sanitaria, anche la paura del contagio sembra aver contribuito ad aumentare il rischio di ricaduta e di peggioramento dei disturbi alimentari.

Da una parte, infatti, le imposizioni alimentano disagio e rabbia, nutrendo il desiderio di non rispettare le regole.  Dall’altra parte, la paura del contagio può suscitare la sensazione di non avere il controllo della situazione. Per chi soffre di disturbi alimentari, viene sottolineato, questo esaspera i comportamenti di controllo del peso o, all’opposto, di alimentazione incontrollata.

Nel mentre, i trattamenti psicologici e psichiatrici hanno subìto gravi limitazioni dalla modalità a distanza.

Da un lato si è sentita la forte mancanza di un contatto diretto con i pazienti, con il rischio concreto di perderne il contatto, dall’altro gli operatori sanitari hanno dovuto adeguarsi troppo in fretta alla modalità dei trattamenti a distanza.