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Little Tony viene omaggiato nello studio di Domenica In a poco più di 8 anni dalla sua scomparsa. Per onorarne il ricordo Mara Venier ha invitato numerosi ospiti in studio e in video-collegamento, ma sono le parole della figlia del cantante Cristiana Ciacci a suscitare forti emozioni: “Gli ho detto tutto un minuto dopo che è morto“.

Domenica In ricorda Little Tony

Little Tony ci ha lasciati poco più di 8 anni fa ma il suo ricordo è destinato a rimanere indelebile, impresso nella memoria e nel cuore di tutti. Era il 27 maggio 2013 quando il cantautore se ne andò, lasciandoci in eredità perle in musica del calibro di Cuore Matto e Riderà.

Nello studio di Domenica In, nel corso della puntata di questo pomeriggio, Mara Venier intende onorarne il ricordo attraverso le voci di coloro che con Little Tony vissero e collaborarono a livello professionale.

Tanti gli ospiti in studio e in video-collegamento, da Al Bano a Pupo, da Bobby Solo a Rita Pavone, sino al ricordo della figlia Cristiana Ciacci. Ed è soprattutto la ragazza a raccontare dettagli inediti del rapporto che la legava al padre, ricordando gli ultimi istanti vissuti al fianco del cantante prima della sua dipartita.

Cristiana Ciacci e il rapporto con il padre

Al termine di una clip che ripropone una delle ultime partecipazioni televisive di Little Tony, la figlia Cristiana Ciacci spiega come in quel periodo fosse già gravemente malato: “Ha scherzato e faceva battute, ha fatto anche il finale… Invece stava tanto male.

Aveva dei dolori“. La ragazza, supportata anche dalla vicinanza e dall’affetto di Mara Venier, spiega alla conduttrice come abbia vissuto gli ultimi istanti al fianco del padre, prima della sua scomparsa.

Tra padre e figlia ci sono state diverse incomprensioni, ed è proprio nel momento della morte di Little Tony che la ragazza si è liberata di un grosso peso.

Fra le lacrime, rivela alla conduttrice: “Non gli ho detto tutto. Tutto gliel’ho detto un minuto dopo che è morto. Ho fatto uscire tutti dalla stanza e gli ho detto tutto. Finché era in grado di capire ancora, gli ho detto la cosa più importante: che gli volevo un bene folle“.