volante della polizia

È arrivata la sentenza per Alberto Sánchez Gómez, oggi 28enne di Madrid rinominato “il Cannibale di Las Ventas“, caso di cronaca nera che ha stupito il mondo per la sua efferata crudeltà. Nel 2019, Gómez ha ucciso la madre dopo una lite, per poi tagliarla a pezzi e nutrirsene nel periodo successivo. I giudici hanno rigettato la tesi dell’infermità psichica.

Uccide la madre e se ne ciba: il caso del Cannibale di Las Ventas

La vicenda è iniziata quando un’amica della vittima, Maria Soledad Gomez, ha allertato i soccorsi perché non sentiva la donna di 68 anni da qualche tempo. Quando la polizia ha raggiunto l’appartamento di Madrid, la macabra scoperta.

Il figlio, 28enne cameriere disoccupato, ha ammesso alle forze dell’ordine di aver ucciso la madre e successivamente di averla smembrata. Avrebbe anche poi aggiunto una frase shockante: “Io e il mio cane l’abbiamo mangiata pezzo per pezzo“.

Secondo la ricostruzione fatta, Alberto Sanchez Gomez ha strangolato la madre durante una discussione, per poi spostarla in camera da letto e iniziare a tagliarla in centinaia e centinaia di pezzi (1.000, per le fonti), con l’ausilio di una sega da carpentiere e dei coltelli da cucina. Alcuni pezzi sarebbero stati trovati in contenitori tupperware in casa.

Inoltre, le fonti estere riportano che il figlio si sarebbe nutrito della madre cuocendo alcune parti e mangiandone altre crude, dandone anche al cane.

Condannato il Cannibale di Las Ventas: 15 anni per aver ucciso e mangiato la madre

Due anni dopo l’arresto, è arrivata la condanna per Alberto Sánchez Gómez. La difesa ha provato a sostenere la tesi dell’infermità mentale perché, riportano le fonti, il 28enne avrebbe dichiarato di essere stato spinto al gesto da alcune voci nella testa. Una perizia psichiatrica avrebbe verificato un disturbo della personalità antisociale e paranoica che tuttavia non potrebbe averne modificato le capacità intellettive.

Per questo, il figlio della donna uccisa e smembrata è stato condannato a 15 anni di carcere per omicidio aggravato. Ulteriori 5 mesi sono stati aggiunti alla pena per vilipendio di cadavere. Possono sembrare pochi, ma per l’ordinamento giuridico spagnolo il massimo della pena per omicidio (aggravanti incluse) è 17 anni.

L’uomo è stato inoltre condannato a pagare un risarcimento da 60.000 euro al fratello. Ad aggravare la vicenda, il fatto che che per il 28enne non si trattava di una prima volta: le fonti estere riportano infatti che la madre avrebbe più volte denunciato il figlio e che questo, al momento dell’omicidio, avrebbe violato un ordine restrittivo.