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È arrivata la valutazione della Commissione Ue al Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) italiano che vede tutte A, il massimo del voto, e una sola B alla voce “Costi”. Ora il Paese è pronto al passo successivo: è infatti cominciata ufficialmente la procedura di approvazione del Pnrr attraverso una “procedura scritta”: il collegio dei commissari non si riunirà fisicamente per l’approvazione ma arriverà solo l’ok dei gabinetti in forma scritta. La presidente Ursula von der Leyen presenterà la valutazione direttamente al presidente del Consiglio, Mario Draghi, presumibilmente nella giornata di oggi, a Roma.

Pnrr: i voti dell’Italia

Un Recovery Plan, o meglio un Pnrr, promosso quasi a pieni voti. L’Italia, come altri otto piani nazionali approvati finora, ha raggiunto quasi il massimo. Unica B è quella dovuta, si riporta, alle informazioni incomplete fornite sui costi dei singoli interventi. Il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, aveva già anticipato che “una valutazione molto seria della Commissione europea del piano italiano, esattamente come quella che stiamo facendo degli altri piani“. I giudizi dati dalla Commissione sono stati tutti uguali a quello dato all’Italia: i pani promossi sono quelli di Austria, Lussemburgo, Danimarca, Grecia, Slovacchia, Spagna e Portogallo.

Pnrr: quanto vale il piano italiano

Un’attenta analisi perché la cifra a cui la Commissione Ue dà il via libera corrisponde al 13% di pre-finanziamento all’Italia, che corrispondono a circa 25 miliardi di euro che arriveranno nella prima tranche. A consegnare la pagella sarà la presidente Ursula Von der Leyen oggi a Roma. Nel giudizio dato al piano si rileva che “contribuisce ad affrontare in modo soddisfacente” le raccomandazioni date della Ue. Il Pnrr italiano consisterebbe nel 37% in misure indirizzate alla transizione climatica oltre a favorire la concorrenza nel mercato del gas e dell’elettricità.

Al digitale sarebbe dedicato il 25% del piano, con misure dedicate alle imprese, incentivi fiscali per la transizione 4.0, la banda larga e il sostegno anche alla ricerca e all’innovazione, riferisce Il Fatto Quotidiano.