matteo renzi pentito di non aver lasciato la politica

Matteo Renzi ci ha ripensato: il leader di Italia Viva ed ex premier dal 2014 al 2016 è tornato a parlare di quella promessa fatta e mai mantenuta, che l’ha reso inviso ad una buona parte dell’elettorato italiano. 5 anni fa promosse il referendum sulla riforma costituzionale affermando che avrebbe lasciato la politica se fosse stato bocciato: ora ha ammesso che avrebbe dovuto davvero farlo.

Matteo Renzi, l’ex premier: “Ho fatto malissimo a rimanere in politica”

Le parole di Matteo Renzi, per i suoi detrattori, sembrano l’esemplificazione del detto “chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati”.

La sua ascesa nella politica italiana è stata tanto fulminea quanto fugace: il tempo di fare le scarpe ad Enrico Letta (oggi segretario del PD), perdere il referendum costituzionale da lui promosso e quindi dimettersi. Qualche anno dopo, lo scisma dal Partito Democratico, la fondazione di Italia Viva e un altro tiro mancino, questa volta a Giuseppe Conte: il suo mal di pancia invernale è infatti costato la fine del Governo M5S-PD-Leu-IV e ha spianato la strada all’arrivo di Mario Draghi.

E pensare che tutto questo non sarebbe dovuto succedere, se Renzi avesse rispettato la parola data. A Repubblica, nel 2016, disse infatti: “Se perdo il referendum sulla riforma costituzionale smetto di far politica.

Non è un plebiscito su di me, ma finalmente c’è la responsabilità di chi fa politica dopo che per anni c’è stato il pantano“. Il resto è proverbiale storia, che lo stesso ex premier ha rivangato nel corso della puntata di Belve di questa sera su Rai 2. Adnkronos ha anticipato alcuni dei passaggi più interessanti, tra cui l’ammissione di Renzi: “Dovevo andarmene, dal punto di vista personale ho fatto malissimo a rimanere in politica, avevo già la valigia pronta per gli Stati Uniti“.

Matteo Renzi, Enrico Letta non può stare ancora sereno

La frase di Renzi sarebbe arrivata in risposta ad una precisa domanda sul referendum costituzione di quel dicembre 2016, spartiacque che ha poi portato al Governo Gentiloni e poi ai due brevi ma intesi mandati di Giuseppe Conte (oggi ai ferri corti con Grillo).

Del Governo Renzi, si ricorda anche l’inizio e quel #Lettastaisereno poco prima di togliergli ogni serenità, come è stato evidente dalla faccia di Letta al passaggio della campanella. A Belve, Renzi ha dichiarato: “Non avevo nessun tipo di rivalsa verso Letta. Ho pensato che stesse facendo una figuraccia, ho pensato che di fronte alle Istituzioni non si scherza“.

E ancora: “Lì, in quel momento, Enrico sta facendo una cosa che non si fa. Sta puntando a dire: guardate, sono la vittima, anziché rispettare le Istituzioni. Credo che abbia fatto un errore lui“.

Renzi contro Graziano Delrio: “Da lui non me lo aspettavo”

La narrazione dei 5 anni di Matteo Renzi si sposta velocemente al momento in cui ha segnato la fine di un altro esecutivo di cui il suo partito faceva parte, ovvero il secondo Governo Conte. Il leader di Italia Viva, dalle anticipazioni di puntata, ha detto che gli ha fatto effetto “vedere le stesse persone che ti lusingavano, per non dire altre parole, che il giorno dopo ti ignorano“.

Tra tutti, ha fatto solo un nome, “legato a quando abbiamo messo Draghi al posto di Conte“. Si tratta di Graziano Delrio, prima Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e quindi Ministro dei Trasporti dei Governi Renzi-Gentiloni.

Ha fatto un appello ai nostri, agli ex, dicendo ‘lasciate Matteo venite con noi’. Quella è stata una cosa che da Graziano non mi aspettavo – ha detto Renzi – Gliel’ho detto in faccia, gli ho detto che umanamente la ferita ha lasciato una cicatrice grande.

Perché me lo aspettavo da tanti, da lui no“. Un discorso che potrebbero fargli anche molti altri ex colleghi del PD.

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