Decreto Sostegni Bis, 14 miliardi a fondo perduto per le Partite Iva: requisiti per richiedere i contributi

Il Decreto Sostegni ha introdotto un nuovo contributo a fondo perduto, riservato ai detentori di Partita Iva e in particolare modo ai titolari di credito agrario e agli esercenti arti e professioni con ricavi e compensi fino a 10 milioni di euro. A partire da questa settimana sarà possibile presentare domanda per ottenere gli aiuti. Online sono infatti state attivate le piattaforme necessarie all’iscrizione al servizio. Ecco in cosa consiste e come ricevere il contributo.

Aiuti a fondo perduto: come presentare la domanda

A partire da questa settimana, sono aperti online i servizi di presentazione della domanda per ottenere gli aiuti a fondo perduto.

Lunedì 5 luglio è stato aperto il canale telematico sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Oggi, mercoledì 7 luglio potrà invece accedere al servizio anche chi utilizza Entratel o Fiscoline. Fino al 2 settembre sarà possibile avanzare la richiesta per avere accesso al fondo. Come spiega Il Sole 24 Ore, la presentazione della domanda comporterà una particolare attenzione da parte del contribuente o del professionista che lo assiste. Come imposto dagli obblighi Ue sul rispetto del Temporary framework infatti, sarà necessario presentare un’autocertificazione , con annessi rischi penali in caso di falsa dichiarazione.

 

I requisiti per accedere al fondo perduto: cosa segnalare nell’autocertificazione

Ricordiamo che gli aiuti a fondo perduto sono riservati ai detentori di Partita Iva  e in particolare modo ai titolari di credito agrario e agli esercenti arti e professioni con ricavi e compensi fino a 10 milioni di euro. Come chiarisce Andrea Dili, commercialista ed esperto del Sole 24 Ore, i requisiti per avere accesso al contributo sono in particolare 2.

Innanzitutto è necessario avere una Partita Iva attiva alla data del 23 marzo 2021. In secondo luogo bisogna aver determinato un calo del fatturato medio mensile del 2020 di almeno il 30% rispetto al fatturato medio mensile del 2019.

Il calcolo del contributo sarà calcolabile applicando lo specifico coefficiente dimensionale previsto dalla norma, in una percentuale variabile dal 20 al 60%, all differenza della media dei fatturati mensili del 2019 rispetto a quella del 2020.

Diversamente dai precedenti contributi a fondo perduto, in questo caso non si impone un contributo minimo per chi ha attivato la partita Iva in seguito al 31 dicembre 2018. Per quanto riguarda l’accredito, i richiedenti potranno scegliere che venga eseguito sul conto corrente (indicandone l’Iban) o il credito d’imposta, da spendere in compensazione nel modello F24.

Aiuti a fondo perduto: attenzione ai limiti 

La domanda dovrà essere presentata avendo cura di non superare alcuni limiti. In particolar modo, sarà richiesto di garantire che il totale delle agevolazioni ottenute per far fronte all’emergenza economica legata alla pandemia da Coronavirus non superino i valori massi di aiuti previsti dalle sezioni 3.1. Questi ultimi corrispondono attualmente a 1,8 milioni di euro per le generalità delle imprese, 225 mila euro per le aziende agricole e 227 mila per pesca e acquacoltura.

Inoltre bisognerà aver cura di non superare i limiti imposti dalla sezione 3.2, che attualmente corrisponde a 10 milioni di euro, per gli aiuti calcolati sui costi fissi delle imprese. 

Se con il nuovo fondo perduto introdotto dal decreto Sostegni-bis si superasse uno di questi due limiti, bisognerebbe richiedere un importo inferiore a quello spettante. Per far ciò sarà necessario compilare l’apposito modello. Questa misura nasce per evitare il superamento dei tetti imposti da Bruxelles.

Cosa succede dopo aver presentato l’autocertificazione per gli aiuti a fondo perduto

Come riporta il Sole 24 Ore, la presentazione dell’autocertificazione non è che il primo passo necessario all’ottenimento del contributo.

Una volta firmato questo documento attestando la veridicità dei dati, sarà poi necessario ricorrere alla “scomposizione” di questi ultimi, da inserire all’interno del quadro A. Nello specifico, questi dati dovranno riguardare elementi come l’esenzione Irap prevista dal decreto Rilancio. Chi aveva già ottenuto il fondo perduto del decreto Sostegni-1 dovrà riportare anche il contributo automatico erogato in base al sostegni-bis.

Sarà inoltre necessario compilare anche la casella relativa agli altri aiuti, compresi in non fiscali e i non erariali. Sempre nel rispetto dei vincoli imposti a livello comunitario, bisognerà ancora segnalare le informazioni relative all’ “impresa unica”. Per quest’ultima, bisognerà compilare il quadro B, chiarendo chi sono i componenti e qual è il loro codice fiscale.