Le Picconate

La rivincita di Elsa Fornero: perché Draghi ha ancora una volta ragione e Salvini ancora torto

Elsa Fornero viene richiamata da Draghi come consigliera del Governo. Gli oppositori non mancano, primo fra tutti Matteo Salvini
Elsa Fornero governo Draghi

Elsa Fornero, la più grande esperta di pensioni in Italia, già docente al Collegio Carlo Alberto di Torino nonché allieva del professor Onorato Castellino, ex ministro del Lavoro e delle Politiche sociali del governo Monti, è stata richiamata dal governo guidato da Mario Draghi, il quale ha deciso di avvalersi di una commissione di esperti, presieduta da Bruno Tabacci, in materia di coordinamento della politica economica.

Siccome a fine anno scadranno le agevolazioni dirette ad anticipare la pensione – la cosiddetta Quota 100, che prevede la possibilità di smettere di lavorare per coloro che hanno 62 anni e 38 anni di contributi – il governo vuole capire come contemperare le esigenze dei pensionandi con la tutela del contribuente che continua a pagare e sussidiare soggetti che non necessariamente hanno bisogno di aiuto.

Le pensioni in Italia: il fallimento di Quota 100

Il nostro sistema pensionistico è noto per aver consentito l’andata in pensione a soggetti giovani – vi ricordate le baby pensioni a 36 anni, sei mesi e un giorno? – o a garantire un sussidio – la pensione calcolata col metodo retributivo prevede un sussidio implicito nel 90% dei casi – anche a soggetti agiatissimi, che hanno proprietà, titoli, azioni, Bot e CCT in banca.

Tutto ciò crea delle storture e una distribuzione del reddito malsana. Infatti, in un sistema serio – il nostro non lo è – i sussidi dovrebbero essere destinati a madri separate con redditi bassi, a coloro che vivono in sei in quaranta metri quadri, a soggetti disabili. Non a chi sta bene.

Quota 100 è stato un provvedimento voluto dalla Lega di Matteo Salvini. Quando fu proposto, nell’estate 2018 dopo le elezioni che videro la formazione di un governo giallo (M5s)-verde (Lega), ci venne detto che a fronte di un pensionato anticipato, ci sarebbero state ben tre nuove assunzioni (Claudio Borghi su tutti).

Tutti numeri in libertà. Infatti, come ampiamente previsto da chi sa, quota 100 non ha favorito maggiori assunzioni. Anche il presidente dell’Inps Pasquale Tridico, di nomina grillina, ha ammesso (Relazione sul XX Rapporto annuale Inps) che il risultato è stato assai deludente.

Il ritorno di Elsa Fornero e le proteste della Lega

Era facile attendersi una protesta da parte della Lega, affetta da mal di pancia ogni qual volta si parli in modo non demagogico di pensioni.

Il sottosegretario al Mef Claudio Durigon è subito intervenuto anticipando un’interrogazione parlamentare, sostenendo l’idea che la Fornero non si occupi di ciò che conosce meglio: “L’incarico andrebbe in controtendenza rispetto a quello che serve oggi al Paese. Spero cioè che non porti al ritorno della legge Fornero. Il Paese ha bisogno di scivoli pensionistici adeguati a rendere competitive le nostre aziende”.

La logica di Durigon si avvicina al motto del Movimento 5 Stelle “Uno vale uno”, ossia che tutti si debbano occupare di tutto.

Viceversa Tabacci e Draghi si rifanno a Luigi Einaudi, governatore della Banca d’Italia nel primo Dopoguerra, già presidente della Repubblica (1948-1955), propugnatore della competenza e del mantra “conoscere per deliberare” (Prediche inutili, cit.). Per cui è ovvio che la Fornero dirà la sua sul sistema pensionistico. Peraltro Elsa Fornero ha ammesso i suoi errori sugli esodati. Ma la causa furono i dati sbagliati forniti dall’allora presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua, che fece di tutto per mettere in difficoltà la ministra, persona contraddistinta da un forte rigore morale.

Devono esserci incentivi per lavorare, non per smettere

Il nostro Paese è caratterizzato da una bassa partecipazione al mercato del lavoro (62% contro il 73% della media europea, per cui ciò che bisogna evitare e favorire il trattamento di quiescenza. Devono esserci incentivi per lavorare, non per smettere. Le imprese hanno bisogno di un quadro chiaro e non retroattivo delle regole, di un sistema tributario semplice e non eccessivamente oneroso. Invocare sempre gli scivoli pensionistici è una scorciatoia che non fa crescere il Pil, ma solo aumentare le disuguaglianze sociali e di reddito.

P.S.: per chi volesse approfondire il tema pensionistico, si invita il lettore al leggersi l’intervento di Mario Draghi (“I motivi dell’assicurazione sociale”, 2009), in qualità di governatore della Banca d’Italia, proprio al Collegio Carlo Alberto: https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/interventi-governatore/integov2009/Moncalieri_13_10_09.pdf 

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