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Ponte sullo Stretto di Messina, nuovo progetto entro la primavera. L’annuncio del ministro Giovannini

Il ministro delle Infrastrutture ha annunciato di voler lavorare a un nuovo progetto di fattibilità per il Ponte sullo Stretto di Messina. La notizia arriva dopo anni di tira e molla sulla questione, che sembrerebbe poter giungere a un primo accordo entro la prossima primavera
Stretto Messina

Il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini ha annunciato un’importante novità sul tema del Ponte sullo Stretto di Messina. Entro la prossima primavera infatti sarà preparato un progetto di fattibilità, seguito poi da un dibattito pubblico per giungere a una “scelta condivisa”. Si tratta del più recente sviluppo per un’iniziativa che rientra periodicamente nel centro dell’interesse politico da decenni.

Ponte sullo Stretto di Messina: un progetto in arrivo nei prossimi mesi

Entro la prossima primavera, verrà presentato un progetto di fattibilità per il Ponte sullo Stretto di Messina.

Il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini lo ha annunciato in audizione alle commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera. “I traffici sullo Stretto di Messina sono rilevanti su scala nazionale: 11 milioni di passeggeri all’anno, 0,8 milioni di veicoli pesanti all’anno” ha spiegato il Ministro. Giovannini ha inoltre aggiunto che “per dar seguito all’impegno del Governo, si dovrebbe dovrebbe procedere con la redazione di un progetto di fattibilità tecnica ed economica per le due opzioni evidenziate”.

Una prima fase dovrebbe concludersi entro la primavere del 2022 “per avviare un dibattito pubblico e pervenire una scelta condivisa e evidenziare nella legge di bilancio 2023 le risorse”. Contemporaneamente a questa iniziativa, dovrebbero avere luogo gli interventi previsti per velocizzare l’attraversamento ferroviario e veloce dei passeggeri. “Sono già finanziati attraverso il fondo complementare o la nostra proposta di Fsc 21/27 o attraverso risorse statali o il Pnrr– ha spiegato- complessivamente si pianificano interventi per mezzo miliardo”.

Ponte sullo Stretto di Messina: il ministro spiega cosa succederà

In audizione, il ministro Giovannini ha chiarito che il progetto di fattibilità tecnico-economica considererà le soluzioni “più promettenti”. Dopo aver ricordato l’ipotesi della realizzazione a “più campate”, il politico ha dichiarato: “Il progetto del Ponte a campata unica andrebbe comunque adeguato per motivi tecnici, ambientali, economici e giuridici”. Alla base della nuova iniziativa vi sarebbe la volontà di applicare un approccio serio, a partire da uno studio preliminare attento e informato.

Al vaglio anche le proposte su “attraversamento ferroviario, quello veloce dei passeggeri, la transizione energetica della mobilità marittima e la normativa che regola il settore”.

Nel complesso, si prevedono interventi per circa mezzo miliardo.

“Con la Regione Sicilia e la Regione Calabria esiste già un gruppo di lavoro condiviso– ha infine spiegato- una governance integrata che ha una sua utilità nella prospettiva di realizzazione di un attraversamento stabile“.

Ponte sullo Stretto di Messina: la storia di un progetto nato 50 anni fa

L’idea di collegare in modo stabile la Sicilia alla Calabria e dunque al resto dell’Italia ha origini molto antiche, risalenti all’epoca dei romani.

Nei secoli sovrani e condottieri hanno commissionato progetti e ipotizzato soluzioni senza mai giungere a un progetto definitivo. A partire dal Secondo dopoguerra si sono intensificate le iniziative di studio e valutazione delle eventuali procedure da seguire. Un’importante svolta in questo ambito arriva il 17 dicembre 1971, con l’approvazione della legge n. 1158, che autorizza la creazione di una società di diritto privato a capitale pubblico, concessionaria per la progettazione, la realizzazione e la gestione del collegamento viario e ferroviario.

Nel 1985, sotto il governo Craxi, l’ipotesi del Ponte di Messina passa alla fase progettuale, con la concessione alla società pubblica Stretto di Messina S.p.A. Il primo progetto preliminare arriva 7 anni più tardi, nel 1992. In esso sono contenute le relazioni tecniche, le previsioni di spesa, i tempi di esecuzione e la valutazione dell’impatto ambientale. Durante il primo governo Berlusconi, il ministro dei trasporti Publio Flori riprende la questione e il progetto viene approvato nuovamente nel 1997.

Il Ponte sullo Stretto di Messina: il dibattito degli anni 2000

Nel 2003, il progetto preliminare per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina viene modificato e poi sottoposto a gara d’appalto. Due anni più tardi il consorzio Erolink si aggiudica il progetto, con un’offerta di 3,8 miliardi di euro, ma la politica blocca i lavori. La Direzione investigativa antimafia scopre che Cosa nostra aveva tentato di interferire nell’opera e il Parlamento avvia un’inchiesta. Nel 2008, il quarto governo Berlusconi annuncia di voler riprendere il progetto di costruzione del ponte. A dicembre 2010 Eurolink presenta il progetto definitivo e nell’estate 2011 la società dello Stretto di Messina lo approva. I costi aggiornati ammontano a 8,55 miliardi di euro. L’opera si presenta come un’iniziativa di “riqualificazione delle aree” e prevede un sistema metropolitano interregionale tra Messina e Reggio Calabria. Il termine ultimo dei lavori è previsto per la fine del 2018.

Nel 2012, il governo Monti dichiara la “caducazione” ex lege della concessione allo Stretto di Messina e di tutti i contratti con le imprese. Non esiste l’intenzione di riaprire le procedure per il ponte sullo Stretto di Messina, anzi al contrario, il governo vuole chiudere il prima possibile le procedure aperte anni fa dai precedenti governi” dichiara l’allora ministro dell’Ambiente Corrado Clini. I costruttori di Eurolink e i progettisti di Parsons fanno causa e chiedono un risarcimento di 790 milioni di euro. L’anno successivo, Monti mette in liquidazione la società dello Stretto di Messina.

Ponte sullo Stretto di Messina: dal 2016 a oggi

Il 27 settembre 2016, il presidente del Consiglio Matteo Renzi riprende la questione del Ponte sullo Stretto. “Togliere la Calabria dall’isolamento e far sì che la Sicilia sia più vicina è l’obiettivo incoraggiato dal politico, che crede inoltre nell’opportunità di creare nuovi posti di lavoro.

Il 5 giugno 2020, Giuseppe Conte annuncia l’intenzione di valutare la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina. Nello stesso anno il consiglio regionale della Calabria e il Partito Democratico chiedono la realizzazione dell’infrastruttura necessaria all’attraversamento dello Stretto.

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