Cronaca Italia

Rene trapiantato sul pancreas: intervento senza precedenti salva un bimbo di 4 anni

I reni del bambino, a causa di una rara malattia genetica, si erano completamente pietrificati. Il trapianto del nuovo rene, collegato al pancreas, è stato eseguito da un’équipe multidisciplinare e ha dato immediatamente i suoi frutti
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Grazie ad un intervento senza precedenti, un bambino di 4 anni potrà finalmente tornare a sorridere e a giocare. I medici della Città della Salute di Torino hanno portato a termine un trapianto di rene collegato al pancreas, con una tecnica mai utilizzata prima al mondo su un paziente così giovane, già portatore di un trapianto di fegato.

Il primo trapianto di fegato-rene a 15 mesi di vita

Il piccolo protagonista di questa vicenda ha passato quasi tutti i suoi 4 anni di vita in ospedale: arrivato all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino quando aveva soli 2 mesi, gli era stata diagnosticata un’insufficienza renale terminale.

Secondo il resoconto della Città della Salute, i suoi reni erano completamente pietrificati a causa di una rara malattia genetica, la iperossaluria primitiva. Da quel momento è iniziato un lungo calvario, con 5 ore di dialisi quotidiana e la prospettiva di un trapianto dall’esito incerto.

Oltre al rene, l’altro organo interessato era il fegato, che è la sede del difetto congenito dell’enzima necessario a depurare l’organismo.

A 15 mesi di vita si era quindi proceduto ad effettuare un doppio trapianto di fegato-rene, ma purtroppo i risultati non erano stati positivi. L’ossalato di calcio che si era accumulato nei tessuti, una volta rilasciato in circolo, aveva finito per danneggiare il rene appena trapiantato e reso necessario riprendere la dialisi quotidiana.

Il secondo trapianto di rene con una tecnica innovativa

Il progressivo peggioramento della situazione rendeva impraticabili i tradizionali approcci chirurgici e persino l’idea di un nuovo trapianto. L’unica speranza era quella di trovare una soluzione alternativa, attaccando il nuovo rene alla vena della milza, dentro il pancreas in direzione del fegato.

Si trattava di una strada che, come sottolinea la Città della Salute di Torino, non era mai stata percorsa al mondo per un paziente portatore di trapianto epatico.

Dopo un’approfondita fase di studio, un’équipe multidisciplinare ha infine deciso di accettare la sfida. L’intervento, durato circa 6 ore, si è svolto come pianificato e ha dato immediatamente i suoi frutti. Il bambino è stato subito svegliato e dopo soli 2 giorni la funzione renale era già normalizzata, senza alcuna sofferenza per il fegato trapiantato 3 anni prima.

Il decorso post operatorio è pienamente positivo e il piccolo paziente ha potuto tornare persino a giocare, per la prima volta dopo 4 anni di grandi sofferenze.

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