Sostenibilità

Allarme ghiacciai alpini: entro il 2050 gli effetti dei cambiamenti climatici saranno irreversibili

Ghiacciai alpini minacciati dai cambiamenti climatici: cosa sta succedendo e quali saranno le conseguenze
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Gli effetti dei cambiamenti climatici sono sempre più evidenti e si stanno espandendo lungo le Alpi: è di questi giorni l’allarme sullo stato di salute dei ghiacciai alpini, destinati a sparire al di sotto dei 3.500 metri. Ecco cosa sta succedendo.

Ghiacciai alpini in pericolo: le cause

La data è vicina, si parla del 2050: fra meno di 30 anni, i ghiacciai alpini non esisteranno più al di sotto dei 3.500 metri di quota. Lo denunciano Legambiente e il Comitato Glaciologico Italiano, la cui Campagna Glaciologica ha evidenziato come più di 200 ghiacciai siano già scomparsi, lasciando al loro posto rocce e detriti.

La causa principale è l’innalzamento delle temperature rilevato negli ultimi 15 anni: le rilevazioni effettuate dalla stazione meteo presente nel Rifugio Carlo Franchetti, vicino al Ghiacciaio del Calderone in Abruzzo, hanno registrato una temperatura media di +12.5°C per il mese di luglio e di +13°C in agosto. Proprio questo ghiacciaio è stato ormai declassato a glacionevato: la sua superficie si è infatti ridotta, il suo spessore è limitato e non si è registrato alcun moto di deflusso verso valle del ghiaccio.

Ghiacciai alpini: dimezzati in 100 anni dai cambiamenti climatici

Lo studio condotto da Legambiente e dal Comitato Glaciologico Italiano ha evidenziato come “Nell’ultimo secolo i ghiacciai alpini hanno perso il 50% della loro area. Di questo 50%, il 70% è sparito negli ultimi 30 anni“. L’accelerazione della loro scomparsa è favorita anche dalla frammentazione dei ghiacciai: come conseguenza della deglaciazione, infatti, i ghiacciai si stanno frammentando da un unico corpo glaciale in più frammenti separati.

I danni sono molteplici, e vanno dalla perdita irreversibile di biodiversità fino alla scomparsa di importanti riserve di acqua dolce, comportando anche forti instabilità per i versanti.

La deglaciazione, come sottolineano Legambiente e CGI, coinvolge il deflusso delle acque e il relativo stoccaggio, con effetti concreti su acqua potabile, raccolti, irrigazione, servizi igienico-sanitari, energia idroelettrica e stazioni sciistiche.

Ghiacciai alpini minacciati da “un’estate caratterizzata sempre più da eventi estremi

Legambiente riporta le parole del proprio Direttore generale, Giorgio Zampetti: “Mentre l’Italia brucia soffocata da una grave emergenza incendi i ghiacciai delle nostre montagne continuano a soffrire.

Tutto ciò accade in un’estate caratterizzata sempre più da eventi estremi”. Come sottolinea Vanda Bonardo, Responsabile nazionale Alpi di Legambiente, anche l’Intergovernmental Panel on Climate Change ha recentemente denunciato l’intensificazione e l’irreversibilità degli effetti dei cambiamenti climatici, di cui i ghiacciai sono un indicatore molto sensibile.

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