Sostenibilità

Creme solari dannose per l’ambiente: il divieto della Thailandia per un turismo più sostenibile

La Thailandia sceglie di preservare l'ambiente con un nuovo divieto: a essere incriminate sono alcune creme solari
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Molti prodotti che usiamo quotidianamente si rivelano dannosi per l’ambiente, e tra questi ci sono anche alcune creme solari. La Thailandia, sulla scia dell’Isola di Palau e delle Hawaii, ha appena deciso di vietare l’uso di certi prodotti solari per preservare i coralli.

Creme solari dannose per i coralli: la scelta della Thailandia

I mari della Thailandia sono molto amati dai turisti e la presenza di coralli e acque limpide sono tra i principali traini dell’economia.

Tuttavia, sono costantemente a rischio a causa delle sostanze chimiche contenute nelle creme solari messe prima di concedersi un bel bagno: i componenti chimici infatti si disperdono in acqua e danneggiano le barriere coralline, distruggendo le larve e causando lo sbiancamento dei coralli. Questo effetto si aggiunge a quello già drammatico del surriscaldamento delle acque, dovuto ai cambiamenti climatici. Per chi infrange il divieto è prevista una multa da 100.000 bath, corrispondenti a circa 2.500€.

Creme solari e coralli, gli ingredienti da evitare

Secondo le osservazioni condotte dagli esperti del Thai Department of National Parks, Wildlife and Plant Conservation, i componenti chimici incriminati sarebbero 4:

  • ossibenzone;
  • octinoxate;
  • 4-metilbenzilidene;
  • canfora o butilparabene.

Sotto osservazione sarebbero anche alle creme solari che contengono biossido di zinco, ammesse purché tale ingrediente non sia sotto forma di nanoparticelle. Anche le protezioni solari spray possono costituire un danno per l’ambiente, perché parte della lozione finisce sulla sabbia e viene quindi dilavata dal moto delle onde, aggiungendosi agli agenti chimici già presenti nelle acque.

Creme solari vietate, dalla Thailandia alle Hawaii

Il provvedimento si inserisce dopo i divieti introdotti il 1° gennaio 2020 dall’Isola di Palau, nel Pacifico, per 11 componenti ritenuti tossici per l’ambiente, seguiti dalle Hawaii nel 2021.

In Thailandia, la spiaggia di Maya Bay era stata chiusa già nel 2018 a tempo indeterminato, proprio a causa dei danni subiti dalla barriera corallina per la grande affluenza di turisti.

Le barriere coralline sono rese fragili dal riscaldamento e dall’acidificazione delle acque, a cui gli ecosistemi faticano a adattarsi: in questo modo, la presenza di ulteriori componenti chimici è in grado di creare danni molto significativi.

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