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Governo, si dimette il sottosegretario Durigon accusato di apologia del fascismo: sconfitta per Salvini

Dopo numerose polemiche, si è dimesso il sottosegretario all'Economia Claudio Durigon: Matteo Salvini aveva provato a salvarlo dalle accuse di apologia del fascismo
claudio durigon si è dimesso

Le pressioni di PD e M5S hanno avuto la meglio: il sottosegretario all’Economia Claudio Durigon si è dimesso. Nelle scorse settimane, era stato al centro dii una polemica politica per alcune sue controverse dichiarazioni sull’intitolazione di un parco al fratello di Mussolini. Matteo Salvini si era pubblicamente esposto per lui.

Governo, Claudio Durigon accusato di apologia al fascismo

I delicati equilibri di una maggioranza ampia come quella che sostiene il Governo Mario Draghi passano anche da episodio come quello che ha coinvolto Claudio Durigon.

Ogni occasione per ribadire assetti di potere e pesi specifici viene sfruttata e nel mirino questa volta è finito l’ormai ex sottosegretario al Ministero dell’Economia Durigon, difeso fino all’ultimo da Matteo Salvini. A inizio agosto, il viceministro aveva sostenuto l’idea di intitolare un parco di Latina ad Arnaldo Mussolini, fratello minore del Duce. Non ha aiutato, nella questione, il fatto che attualmente lo stesso parco sia dedicato alla memoria di Falcone e Borsellino. Durigon ha provato a difendersi: “Polemica sterile sulla notizia del parco Arnaldo Mussolini di Latina.

Mai e poi mai penserei di mettere in discussione il grande valore del servizio prestato allo stato dai giudici Falcone e Borsellino: ciò non toglie che è nostro dovere considerare anche le radici della città“.

Le sue parole sono state però duramente attaccata da più fronti: PD e M5S si sono scagliati contro il sottosegretario, accusandolo di apologia al fascismo. Dalla loro parte si sono schierati però anche Antonio Tajani – “Le parole di Durigon non sono condivisibili” ha detto – e persino da membri stessi del Carroccio, come Giancarlo Giorgetti: “Quando si è investiti di responsabilità di governo bisogna essere molto attenti a quello che si fa“.

Durigon, inutile il sostegno di Matteo Salvini: il viceministro si è dimesso

In prima linea per Durigon si è schierato nei giorni scorsi Matteo Salvini: “È in gambissima, è l’ultimo a poter essere accusato di fascismo” le parole del leader della Lega riportate da Ansa. Tuttavia, col passare dei giorni anche Salvini deve aver capito che uscirne indenni da questa partita era pressoché impossibile: ha provato a ributtare la palla nell’altro campo attaccando a più riprese la ministra Lamorgese e su Durigon si è trincerato dietro ad un “Parlerò con Claudio“.

L’incontro sarebbe avvenuto oggi e stasera ha prodotto le sue conseguenze.

Come riportato da numerose fonti, Claudio Durigon si è dimesso. L’ormai ex sottosegretario del Mef avrebbe accettato di fare un passo indietro, negando però ogni accusa di essere fascista. Salvini ne avrebbe approfittato, riporta Repubblica, per lanciare un’altra frecciatina verso la Lamorgese: “Gesto di generosità e responsabilità, riflettano altri non all’altezza“.

Lettera aperta di Claudio Durigon dopo le dimissioni

Adnkronos negli ultimi minuti ha riportato una lettera aperta del diretto interessato, Claudio Durigon, dopo le dimissioni.

Per uscire da una polemica che sta portando a calpestare tutti i valori in cui credo, a svilire e denigrare la mia memoria affettiva, a snaturare il ricordo di ciò che fecero i miei familiari proprio secondo quello spirito di comunità di cui oggi si avverte un rinnovato bisogno, ho deciso di dimettermi dal mio incarico di Governo che ho sempre svolto con massimo impegno, orgoglio e serietà” si legge.

Quindi, ammette gli errori nella “proposta toponomastica sul parco comunale di Latina” e si scusa, sottolineando però: “Non sono, e non sono mai stato, fascista.

E, più in generale, sono e sarò sempre contro ogni dittatura e ogni ideologia totalitaria, di destra o di sinistra“. Un pensiero è rivolto anche al leader della Lega: “Siamo tutti sostituibili, tranne Matteo Salvini che ringrazio per il sostegno, la vicinanza politica, morale e umana che ha avuto nei miei confronti“.

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