Cronaca

Covid, l’Oms individua la variante Mu, è la quinta: cosa dice il bollettino e cosa sappiamo finora

L'Oms la chiama variante Mu e sarà tenuta sotto osservazione. Ecco cosa sappiamo della nuova mutazione del Coronavirus
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L’Organizzazione Mondiale della Sanità sta studiando una nuova variante del Coronavirus. Sarebbero necessarie ulteriori ricerche per comprendere al meglio la portata di questa mutazione, ma il bollettino settimanale dell’Oms fornisce già alcuni dettagli.

Variante Mu, cosa sappiamo e dove si è diffusa

Si chiama Mu, o B.1.621, ed è la quinta mutazione del SARS-CoV-2 a essere tenuta sotto osservazione. È stata osservata e identificata per la prima volta in Colombia, a gennaio 2021.

Sebbene l’incidenza a livello globale della variante Mu sia inferiore allo 0,1%, il bollettino settimanale dell’Oms spiega come la prevalenza in Colombia (pari al 39%) e in Ecuador (13%) sia “costantemente aumentata”. Questo fenomeno di rapido incremento nelle incidenze ha indotto l’Oms ad approfondire gli studi su questa variante. Altri focolai si sarebbero registrati in America Latina e anche in Europa.

Variante Mu, è la quinta a essere osservata

Fino a ora, come si legge sul sito del Ministero della Salute, le altre 4 varianti più diffuse sono:

  • Variante Alfa (Variante VOC 202012/01, nota anche come B.1.1.7) identificata per la prima volta nel Kent, nel Regno Unito. Ha dimostrato di avere una maggiore trasmissibilità, che si traduce in un maggior numero assoluto di infezioni e in un aumento del numero di casi gravi. È stata individuata in 193 paesi;
  • Variante Beta (Variante 501Y.V2, nota anche come B.1.351) identificata in Sud Africa. I dati non hanno evidenziato una maggiore trasmissibilità, ma può indurre un parziale effetto di immune escape nei confronti di alcuni anticorpi monoclonali, compresi potenzialmente gli anticorpi indotti dai vaccini. Per questo motivo tale variante viene monitorata con attenzione. Ha interessato 141 Paesi;
  • Variante Gamma (Variante P.1) con origine in Brasile e diffusasi in 91 Paesi. È stata osservata una potenziale maggiore trasmissibilità e un possibile rischio di reinfezione;
  • Variante Delta (Variante VUI-21APR-01, nota anche come B.1.617) rilevata per la prima volta in India. È caratterizzata da una trasmissibilità dal 40% al 60% più elevata rispetto alla variante Alfa, ed è associata ad un rischio relativamente più elevato di infezione in soggetti non vaccinati o parzialmente vaccinati. È stata osservata in 170 Paesi.

In fondo alla lista ci sarebbe invece la variante Lambda, inclusa nell’elenco a giugno 2021.

Sul bollettino settimanale dell’Oms si legge come le prime osservazioni lascino pensare che Mu possa essere più resistente ai vaccini, proprio come la variante Beta. Tuttavia, l’Oms specifica la necessità di proseguire con gli studi per fare chiarezza su questa resistenza.

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