Sostenibilità

Inquinamento, 11 città superano i limiti: quali sono e cosa potrebbe fare l’Italia per ridurre lo smog

L'Italia ha già ricevuto una condanna per lo sforamento dei limiti di polveri sottili. 11 città sono di nuovo sotto osservazione e non mancherebbero le proposte per affrontare il problema
inquinamento 11 città maglia nera

I lockdown del 2020 avevano contribuito a ridurre le emissioni di polveri sottili, abbassando i livelli di smog. Quest’anno, però, l’Italia avrebbe sforato ancora una volta i limiti imposti dall’Europa, in particolare in alcune città della Pianura Padana. Ecco come stanno agendo le Regioni e cosa si potrebbe fare per contenere il fenomeno.

Inquinamento, perché si parla di “immobilismo” delle Regioni

Il 10 novembre 2020 l’Italia era stata condannata dalla Corte di Giustizia Europea a una sanzione per aver superato, in modo continuativo, i limiti previsti di PM10 negli anni 2008-2017.

Altre sentenze potrebbero arrivare presto per gli inquinanti PM2,5 e NO2. L’obiettivo dell’Europa prevede invece una riduzione del 55% delle emissioni inquinanti entro il prossimo decennio, ed è per questo che Legambiente ha pubblicato il dossier Mal’aria 2021 edizione speciale – I costi dell’immobilismo, mettendo in evidenza i ritardi nell’applicazione dei provvedimenti di emergenza e dei piani di risanamento dell’aria.

Secondo il dossier, l’applicazione di tali provvedimenti spetta sia al Governo sia alle Regioni.

Tra queste ultime, in particolare, individua quelle più in ritardo sulla “tabella di marcia”:

  • La Lombardia avrebbe completato appena il 15% delle misure strutturali e ordinarie promesse per contenere le emissioni di agenti inquinanti;
  • Al secondo posto, Legambiente colloca il Piemonte, con il 25% di azioni completate;
  • Al terzo posto, il Veneto e l’Emilia-Romagna con il 40%.

Inquinamento, le 11 città con più emissioni di PM10

Legambiente sottolinea come ben 11 città abbiano già sforato, a inizio settembre e con almeno una centralina, il limite previsto per le polveri sottili.

Ciò significa che, per oltre 35 giorni, in queste città si è registrata una media di PM10 giornaliera superiore ai 50 microgrammi/metro cubo. Ecco le città finite sotto la lente di ingrandimento:

  • Verona e Venezia, che hanno registrato 41 giorni di sforamenti;
  • Vicenza con 40 giorni;
  • Avellino e Brescia con 39;
  • Cremona e Treviso con 38;
  • Alessandria, Frosinone e Napoli con 37;
  • Modena con 36.

Potrebbero presto essere inserite in questa lista, specie in vista della stagione più fredda, anche:

  • Padova e Rovigo, che hanno registrato 35 giorni di sforamento il 6 settembre 2021;
  • Torino con 34 giorni di sforamenti;
  • Asti con 33 giorni;
  • Lodi e Reggio Emilia con 32;
  • Bergamo e Caserta con 31;
  • Parma con 30.

Inquinamento, le proposte per ridurlo

Nel dossier, Legambiente ha individuato alcune proposte, considerate urgenti, per accelerare la transizione ecologica e intraprendere l’obiettivo “inquinamento zero”:

  • Abbassare i limiti di velocità sulle autostrade in caso di inquinamento, come già avviene in Francia, Svizzera, Austria e Slovenia;
  • Limitare la circolazione dei veicoli più inquinanti;
  • Ridurre i bonus e gli incentivi rottamazione all’acquisto di auto a combustione;
  • In agricoltura, vietare lo spandimento di liquami in campo senza copertura immediata;
  • Stop al gasolio per il riscaldamento entro settembre 2022 nelle città inquinate;
  • Divieto installazione di stufe a legna o biomasse sotto le 5 stelle;
  • Accelerare l’uscita dal carbone per le centrali termoelettriche che ricadono nelle aree oggetto delle procedure di infrazione.

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