Economia e Lavoro

Pensioni, i lavori gravosi passano da 65 a 203: come si amplierà la platea dell’Ape sociale

In vista del pensionamento di Quota 100, si sta lavorando per ampliare l'elenco dei lavori gravosi e, dunque, degli aventi diritto all'Ape sociale. Ecco in che modo si intenderebbe agire
ampliato l'elenco di lavori gravosi e l'accesso all'ape sociale

Quota 100 andrà “in pensione” il 31 dicembre 2021 e, tra le proposte del Governo per evitare lo scalone di 5 anni per molti lavoratori, si è da poco conclusa l’istruttoria che ha allargato l’elenco dei lavori gravosi. In questo modo si intende ampliare la platea di lavoratori idonei all’Ape sociale.

Pensioni, si amplia la platea per l’Ape sociale

La commissione chiamata a stabilire l’elenco dei cosiddetti lavori gravosi ha chiuso l’istruttoria con novità molto importanti: le mansioni sono passate da 65 a 203, e i gruppi da 15 a 57.

Ora questa lista dovrebbe passare presto al vaglio del Ministero dell’Economia e del Ministero del Lavoro, i quali stabiliranno le categorie da includere effettivamente. La lista si è ottenuta basandosi sulla classificazione delle professioni Istat e sui criteri Inail, tenendo conto in particolare di:

  • frequenza degli infortuni rispetto alla media;
  • numero di giornate medie di assenza per infortunio;
  • numero di giornate medie di assenza per malattia.

Applicando questi criteri alla fascia dei lavoratori tra i 56 e i 63 anni sono quindi state individuate 108 “nuove” mansioni gravose, divise in 2 blocchi: il primo blocco presenta tutti e 3 questi indici sopra la media, mentre il secondo 2 indici su 3.

In pensione con l’Ape Sociale: le nuove mansioni considerate gravose

In questo modo, il Governo prevede di ampliare la platea di aventi diritto all’Ape sociale di circa 500.000 nuovi lavoratori. Come riporta il Corriere della Sera, infatti, negli ultimi 4 anni è stato bocciato il 61% delle richieste di Ape sociale, perché i richiedenti non svolgevano mansioni considerate gravose. Ecco alcuni dei nuovi lavori che la commissione ha indicato come gravosi:

  • saldatore e falegname;
  • tassista, conduttore di autobus e tranviere;
  • benzinaio;
  • macellaio, panettiere e pasticcere;
  • insegnante di scuola elementare e bidello;
  • commesso e cassiere;
  • operatore sanitario qualificato;
  • magazziniere;
  • portantino;
  • forestale;
  • verniciatore industriale.

Queste sono alcune delle proposte inserite nell’elenco di 203 mansioni gravose che ora passeranno al vaglio dei Ministeri del Lavoro e dell’Economia. Per quanto riguarda i gruppi dei lavori gravosi, che potrebbero presto salire a 57, al momento sono 15 e riguardano:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia, della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelle e pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavori organizzati in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido;
  • facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati;
  • personale non qualificato addetto a servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti;
  • operai dell’agricoltura, zootecnia e pesca,
  • pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative;
  • siderurgici di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature, non già ricompresi tra i lavori usuranti di cui al dlgs n. 67/2011;
  • marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini ed acque interne.

Ape sociale per il pensionamento anticipato

L’Ape sociale consentirebbe a questi lavoratori l’accesso anticipato alla pensione. In particolare, potranno ricevere un assegno ponte, del valore massimo di 1.500€, a partire dai 63 anni con 36 anni di contributi.

Il requisito però è l’aver svolto un lavoro gravoso per 6 anni negli ultimi 7, oppure per 7 anni negli ultimi 10.

Potrebbe interessarti