Cronaca Italia

Imprenditore scompare in Albania, dopo 8 mesi naufraga a Livorno con un gommone: cercava un misterioso tesoro

Era stata la compagna a denunciarne la scomparsa, dopo un viaggio di lavoro in Albania. Ora i magistrati intendono fare luce sui molti punti oscuri della vicenda, coinvolgendo anche le autorità albanesi
imprenditore scomparso naufragato a Livorno

Davide Pecorelli, imprenditore umbro di 45 anni, era scomparso a gennaio 2021 in Albania. Pochi giorni fa il suo caso ha registrato una nuova svolta che ha lasciato molti dubbi agli inquirenti. Le indagini potrebbero ora procedere assieme alle autorità albanesi.

Imprenditore scomparso, la sua auto era stata trovata bruciata

Davide Pecorelli era scomparso a inizio gennaio in Albania, a Puke, dove si sarebbe recato per un viaggio di lavoro. A seguito dell’allarme lanciato dalla compagna, le indagini avevano permesso di ritrovare l’auto noleggiata dall’imprenditore: era stata bruciata e all’interno erano stati rinvenuti alcuni effetti personali e dei resti di ossa.

I resti però non sarebbero mai stati attribuiti all’imprenditore 45enne.

La svolta è avvenuta il 17 settembre, quando Davide Pecorelli è stato ritrovato vivo dopo un naufragio al largo di Livorno con un gommone, noleggiato al Giglio con una identità falsa.

Imprenditore scomparso: cercava il tesoro di Montecristo

L’imprenditore è stato sentito dalla Procura di Perugia in qualità di persona informata sui fatti, come riporta Ansa.

Avrebbe giustificato la sua scomparsa spiegando che sarebbe stato alla ricerca del tesoro nascosto nell’isola di Montecristo. Ansa riferisce infatti che Pecorelli sarebbe stato trovato in possesso di un piccone e di una vanga, oltre che di una vera e propria mappa del tesoro. Avrebbe anche già affittato un garage in cui custodire il presunto tesoro. Il gommone dell’imprenditore avrebbe però avuto un’avaria e sarebbe andato alla deriva. L’attracco nell’isola dell’arcipelago toscano, per giunta, è severamente proibito.

Imprenditore scomparso in Albania, “Le risposte ci sono, ma sono rimaste tra le mura della Procura

La deposizione rilasciata alla Procura di Perugia, in cui è già presente il fascicolo aperto a seguito della denuncia della scomparsa, sarà inviata alla Procura di Grosseto a causa di un documento falso.

I magistrati sarebbero ora intenzionati a coinvolgere anche le autorità giudiziarie albanesi per tentare di fare chiarezza sui molti punti oscuri della vicenda, a partire dall’ipotesi della morte inscenata da Pecorelli. L’imprenditore sarebbe tornato in Italia dopo aver trascorso 8 mesi in una comunità vicina a Medjugorje, raggiungendo quindi la Toscana a bordo di un autobus di pellegrini.

Ansa precisa come la famiglia dell’imprenditore non fosse a conoscenza dei fatti e riporta le seguenti dichiarazioni rilasciate da Pecorelli: “Non avevo nulla da nascondere. Ho commesso comunque dei reati, dei quali parlerà il procuratore. La prima parte della storia è tragica, ma non sarò io a raccontarla. Chi ha dato fuoco all’auto? Perché questo allontanamento? Le risposte ci sono, ma sono rimaste tra le mura della Procura. Quello che è certo è che non farò mai più l’imprenditore in Italia. Se ho fatto tutto questo per l’assicurazione? No, sono 30 anni che ho una polizza sulla vita, non avevo bisogno di arrivare a questo”.

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