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Elezioni in Germania, finita l’era Merkel: la gaffe del successore Laschet e l’addio della Cancelliera

Al voto in Germania per decidere il successore di Angela Merkel, la Cancelliera che per 16 anni ha guidato il Paese. Favorito Scholz per un soffio in vantaggio su Laschet
angela merkel

Si vota in Germania, che chiude l’era di Angela Merkel, Cancelliera per 16 anni che hanno segnato, nel bene e nel male, la storia non solo del Paese ma dell’Europa. C’è molta incertezza intorno alla successione di Merkel, che vede il suo partito, la coalizione Cdu-Csu in un testa a testa con la Spd di Olaf Scholz.

La vittoria dei socialdemocratici potrebbe aprire la strada a una coalizione che porterebbe al governo del Bundestag i Verdi di Annalena Baerbock e i liberali dell’Fdp. Ma potrebbe aprire anche alla Linke, il partito di sinistra, possibilità agitata come uno spauracchio dalla Cdu di Angela Merkel, che chiede continuità con il governo della Cancelliera.

La gaffe di Laschet durante il voto in Germania

Il successore designato di Angela Merkel, Armin Laschet, potrebbe vedere però la vittoria svanire per un pugno di voti. E il nervosismo comincia a trapelare, segnato da una gaffe del candidato della Cdu al momento del voto. Mentre deponeva la scheda nell’urla, Laschet ha piegato male il foglio, facendo vedere il suo voto.

La scheda non è stata annullata, come rischiava dato che il voto deve essere segreto, mentre quello assegnato dal candidato ovviamente alla Cdu è stato immortalato da fotografi e reporter presenti al seggio.

Un politico noto a livello federale ha votato secondo le attese per il suo partito. Un’influenza sulle elezioni non può esser rilevata” ha fatto però sapere su Twitter l’Ufficio federale elettorale. I seggi sono aperti dalle 8 alle 18 e tutti e tre i candidati principali hanno votato, Laschet ad Aquisgrana e Scholz e Baerbock a Potsdam.

Il successore di Angela Merkel nei guai nei sondaggi

Non è il problema principale di Laschet, che tampona a vista la Spd di Scholz, in vantaggio di circa 2 punti secondo gli ultimi sondaggi.

La Cdu-Csu si attesta al 22%, con i socialdemocratici al 25% e i Verdi al 17%. Laschet rischia di mancare la successione di Angela Merkel, con una campagna elettorale che ha giocato proprio sulla continuità con la Cancelliera. Non ha caso, nell’ultimo comizio al fianco di Laschet ad Aquisgrana, città natale del candidato, Merkel ha dichiarato che con queste elezioni “è in gioco la stabilità della Germania“.

Non è uguale chi governa“, ha continuato Merkel, dichiarando che con Scholz vincerà l’aumento delle tasse.

Armin Laschet è abituato a costruire ponti, è questo lo stile che ha sempre avuto“, ha detto la Cancelliera, “È capace di unire le persone. È capace di costruire una coesione fra persone anche diverse. E ha dimostrato in tutta la sua vita politica di essere in grado di far questo, non solo in modo teorico ma con passione e cuore“.

Scholz e l’Spd verso la coalizione con i Verdi per la Germania

Tutt’altro clima per Olaf Scholz, l’uomo che è riuscito a risollevare l’Spd, che solo a inizio anno sembrava non essere in grado nemmeno di giocare la partita. L’ex ministro delle Finanze del quarto governo Merkel potrebbe riuscire a formare un governo con i Verdi, che ha detto di preferire, e poi con un’altra forza tra la Linke, a sinistra, e i liberali, che sarebbero forse più tranquillizzanti per gli elettori tedeschi.

Sicuramente alla liberale Fdp di Christian Lindner, al 10%, si rivolgerebbe Laschet, con cui anche Scholz ha mantenuto i ponti aperti. Il ministro e vice-cancelliere, in fondo, fa parte dell’ala conservatrice del partito che ha governato con la Cdu di Angela Merkel, e ha promesso anche lui stabilità alla Germania.

I Verdi verso la battaglia per il clima

Meno conservatrice la posizione della terza forza politica della Germania, i Verdi di Annalena Baerbock, 40 anni e promessa del futuro panorama politico tedesco, nonostante qualche inciampo e molti attacchi nella campagna elettorale.

Il suo partito ha giocato tutto sulla lotta contro i cambiamenti climatici: “Manchiamo i nostri obiettivi climatici, con conseguenze drammatiche, ed entrambi avete chiarito che non siete orientati alla ricerca di soluzioni, ma vi siete semplicemente incolpati a vicenda su chi stava ostacolando cosa“, è l’accusa lanciata a Laschet e Scholz durante un dibattito televisivo.

La fine dell’era di Angela Merkel

Quello che è certo è che queste elezioni segneranno la fine di un’epoca, i 16 anni di cancellierato di Angela Merkel. La “mutte” della Germania, come è soprannominata, entra nella storia sia per la lunghezza della sua carica, superata solo da altri due cancellieri in passato, sia per l’impronta lasciata sul Paese e sull’Europa.

Si cominciano già a fare bilanci su cosa siano stati gli anni di Merkel, che ha incontrato 4 presidenti francesi, 4 statunitensi e 8 presidenti del Consiglio italiani. La Cancelliera è stata accusata di aver adottato una politica dell’attesa, troppo incerta nelle situazioni cruciali, come la crisi del debito greco. Per l’Unione Europea Angela Merkel non è stata una madre, ma a volte un freno all’integrazione, con un occhio puntato a rassicurare l’elettorato tedesco più che a imprimere un cambiamento alla storia.

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