Economia

Bonus ristrutturazioni: quali sono i lavori ammessi e chi lo può richiedere. Le ipotesi di proroga nel 2022

Il bonus ristrutturazioni è stato aggiornato dalla Legge di Bilancio 2021 e potrebbe essere prorogato anche il prossimo anno. A oggi, ecco chi può richiederlo e per quali lavori consente un'agevolazione
bonus ristrutturazioni dettagli e proroga

Il bonus ristrutturazioni, rinnovato dalla Legge di Bilancio 2021, potrebbe essere prorogato anche al 2022 seppur con alcune modifiche. In attesa di maggiori informazioni per il prossimo anno, ecco come si può richiedere il bonus, su quali spese si applica e quanto vale.

Bonus ristrutturazioni: chi può richiederlo e quanto vale

Il bonus ristrutturazioni può essere richiesto da uno dei seguenti soggetti:

  • proprietari dell’immobile, anche in caso di nuda proprietà;
  • titolari di un diritto reale di godimento, che può essere anche l’usufrutto;
  • locatari o comodatari, ma con l’approvazione del proprietario;
  • soci di una cooperativa, che può essere divisa o meno;
  • imprenditori individuali, per immobili non rientrati tra beni strumentali;
  • soggetti aventi reddito prodotto con forma associata (cioè in SAS, SNC, società semplici…).

Dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2021 la detrazione è elevata al 50% per alcuni lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria, per condomini ma anche abitazioni private. La spesa massima consentita è pari a 96.000€ e la detrazione è ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Bonus ristrutturazioni, quali lavori sono ammessi e cosa si può fare

I lavori accettati per l’ottenimento della detrazione fiscale sono quelli di:

  • manutenzione straordinaria oppure ordinaria;
  • restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione, nel caso di condomini sulle parti comuni o su singole unità immobiliari residenziali o anche rurali.

In particolare, il bonus ristrutturazioni consente di effettuare numerosi interventi tra cui:

  • installazione di ascensori e scale di sicurezza;
  • installazione e sostituzione di servizi igienici;
  • installazione e sostituzione di infissi esterni e serramenti;
  • realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune;
  • eliminazione di barriere architettoniche, aventi oggetto ascensori e montacarichi;
  • rifacimento di scale e rampe, interne ed esterne;
  • interventi volti ad aumentare il risparmio energetico;
  • recinzione dell’area privata.

Prima di effettuare alcuni lavori, potrebbe essere necessario darne comunicazione alle Aziende Sanitarie Locali competenti (per esempio nei casi di bonifiche) oppure all’ENEA (interventi che comportino un risparmio energetico).

Come richiedere il bonus ristrutturazioni e quali documenti conservare

Per richiedere al bonus ristrutturazioni occorre presentare la Dichiarazione dei redditi, indicando nel modello 730 gli oneri sostenuti.

Per l’ottenimento del bonus ristrutturazioni, l’Agenzia delle Entrate fa sapere che è necessario conservare la seguente documentazione:

  • le abilitazioni amministrative in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessione, autorizzazione o comunicazione di inizio lavori). Se queste abilitazioni non sono previste è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui deve essere indicata la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi di ristrutturazione edilizia posti in essere rientrano tra quelli agevolabili;
  • domanda di accatastamento per gli immobili non ancora censiti;
  • ricevute di pagamento dell’Imu, se dovuta;
  • delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali;
  • eventuale dichiarazione di consenso del possessore all’esecuzione dei lavori;
  • comunicazione preventiva contenente la data di inizio dei lavori  da inviare all’Azienda sanitaria locale, se obbligatoria secondo le disposizioni in materia di sicurezza dei cantieri;
  • fatture e ricevute fiscali relative alle spese effettivamente sostenute;
  • ricevute dei bonifici di pagamento.

In particolare, per quanto riguarda i pagamenti, dovranno essere attestati con:

  • bonificio bancario;
  • bonifico postale parlante.

In cui dovranno essere esplicitati:

  • causale del versamento;
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • codice fiscale o P. IVA del beneficiario del pagamento.

Bonus ristrutturazioni, le ipotesi sulla proroga al 2022

Per la proroga relativa al 2022, sembra probabile che la detrazione possa tornare al 36%, percentuale detraibile prima della Legge di Bilancio 2012. Entro il 31 dicembre 2021 si attende dunque di capire se la detrazione al 50% sarà rinnovata anche per il prossimo anno.

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