La lente di TSP

Salone del libro Torino 2021, dal 14 al 18 ottobre, Vita Supernova dopo la pandemia: tante novità

Il Salone del Libro si prepara alla ripartenza. Dal 14 al 18 ottobre Torino ospita la 33esima edizione dell'evento, raccontato dallo scrittore Fabio Geda intervistato da The Social Post.
Salone del Libro

Dal 14 al 18 ottobre Torino ospiterà la 33esima edizione del Salone Internazionale del Libro che, come molte altre manifestazioni, nell’ultimo anno ha dovuto fare i conti con gli effetti della pandemia da Covid-19. La ripartenza, dopo un anno di chiusura al pubblico, si preannuncia promettente e ricchissima di incontri e ospiti. Come ogni anno, non mancheranno gli interventi di scrittori italiani e internazionali, invitati a presentare le loro opere ad adulti, ragazzi e bambini in visita negli spazi espositivi. In vista dell’apertura dell’evento, noi di The Social Post abbiamo intervistato Fabio Geda, scrittore torinese, consulente e curatore della programmazione dedicata a scuole e famiglie per il Salone.

Dal suo racconto sono emerse le tematiche, le iniziative e le aspettative per la tanto attesa ripartenza.

Il Salone del Libro riparte dopo un anno di stop: il tema della nuova edizione

Il Salone del Libro di Torino si prepara a ripartire. Come sempre, la manifestazione internazionale avrà luogo nella zona fieristica del Lingotto e durerà dal 14 al 18 ottobre.

La tematica scelta per l’imminente evento contiene un chiaro richiamo dantesco. Vita Supernova è infatti il titolo scelto per la 33esima edizione, che cade proprio nell’anno in cui si ricorda il 700ario dalla morte di Dante Alighieri. In vista dell’attesissimo ritorno della manifestazione in presenza, The Social Post ha contattato Fabio Geda, scrittore torinese e consulente del Salone.

L’autore de Nel mare ci sono i coccodrilli, La bellezza nonostante e di molti altri libri di successo ha risposto alle nostre domande sull’evento letterario, rivelando cos’è cambiato rispetto alle precedenti edizioni, quali tematiche verranno affrontate e quali saranno le iniziative da non perdere.

Il tema scelto per questa edizione del Salone del Libro è Vita Supernova: cosa significa?

“È un gioco di parole, partiamo dalla Vita Nova di Dante, nell’anno dantesco e la immaginiamo come un vita ‘supernova’ perché le ‘supernove’ sono stelle che esplodono, emanando luce potentissima. Possono essere luci che acciecano come possono essere luci con energia da usare per ripartire. ‘Vita Supernova’ è un collegamento della nostra tradizione, Dante, con il futuro che ci aspetta dopo la pandemia. […] Partiamo da Dante per superare questo periodo complicatissimo e immaginare un futuro da gestire meglio”.

Cosa significa ripartire dopo un anno di stop?

“Come Salone ovviamente è un momento di grande emozione, noi non facciamo un Salone in presenza dal 2019. Il salone del 2020 è saltato in presenza, è diventato ‘SalTo extra’. Un salone tutto online. Il Salone di maggio 2021 è quello che stiamo facendo adesso a ottobre […]. Tutti quanti noi abbiamo una grande voglia di trovarci, di incontrare la comunità dei lettori, degli editori, incontrare tutta la filiera. […] Noi autori lavoriamo da soli nelle nostre case ai nostri libri, gli editori lavorano in smartwokring da casa per cui anche le redazioni faticano a incontrarsi.

L’editoria è un reparto che in questo anno e mezzo di pandemia ha resistito molto bene, grazie al coraggio straordinario dei librai indipendenti che hanno tenuto aperto, portando i libri a casa durante il lockdown. C’è anche l’attenzione riposta dalle case editrici di ripensare le loro uscite […]. Non saranno previsti specifichi incontri sulla ripartenza, sul post Covid […]. La ripartenza è sicuramente un tema diffuso”.

Il Salone del Libro: spazi, eventi e organizzazione dopo la pandemia

Nonostante le riaperture degli ultimi mesi, il Salone del Libro dovrà attenersi a specifiche norme organizzative per la limitazione del rischio di contagio e dunque per evitare assembramenti.

Cos’è dovuto cambiare a causa della Pandemia?

“Chi verrà al Salone troverà il buon vecchio Lingotto a cui è abituato, semplicemente con degli ingressi molto più fluidi e veloci per evitare assembramenti, perché abbiamo trovato nuovi ingressi. Le scuole entreranno separate. Bisogna arrivare con il greenpass, con le mascherine. All’interno, gli spazi sono aumentati moltissimo. Sono circa 10mila metri quadrati in più rispetto a quelli che avevamo nell’ultima edizione. Abbiamo usato ogni angolo possibile del Lingotto da quelli esterni costruendo delle strutture, all’Oval, al grande auditorium da 600 posti. Ci sono molti più spazi in modo da permettere alle persone di muoversi con serenità, senza l’ansia che gli assembramenti danno in questo periodo. Poi c’è la questione prenotazioni, nel senso che molti incontri saranno come sempre accessibili sul momento senza bisogno di prenotare nulla […] Ma non tutti saranno così. Soprattutto i grandi eventi per cui abbiamo immaginato più gente saranno a prenotazione. Il giorno stesso dell’evento bisognerà entrare nella piattaforma SalTo+ e prenotarsi”.

Saranno previsti degli incontri online o sarà tutto in presenza?

Ci saranno anche autori a distanza, questa secondo me, è una formula che i grandi festival, i grandi saloni, le grandi fiere hanno imparato a usare in quest’anno e mezzo ma da cui non ha senso recedere. Se da un lato abbiamo tutti grande voglia di incontrare fisicamente gli autori, gli espertì, lì dove una grande voce non riesce ad arrivare fisicamente, perché non permettergli di essere presente comunque a distanza. […] Il pubblico assisterà a un incontro con un presentatore in presenza che dialogherà a distanza con gli autori. […] Non sarà come vedere qualcosa in streaming da casa, non è come ascoltare una videoconferenza che dici ‘va beh ma io me la posso ascoltare anche seduto in salotto’. No. Chi dialogherà con l’autore sarà in presenza e ovviamente il pubblico potrà interagire. Ci sarà una traduzione a volte in differita, a volte in simultanea e il pubblico potrà intervenire.

Faccio un appello al pubblico: di avere molta pazieneza. È stato molto complicato arrivare a mettere in piedi questo Salone. Se ci sarà qualche disservizio chiediamo al pubblico scusa in anticipo e chiediamo di avere molta pazienza. La loro pazienza, il nostro impegno e l’entusiasmo di tutti faranno sì che questa esperienza abbia un grosso successo”.

Il Salone del Libro verso un nuovo inizio: cosa aspettarsi dalla 33esima edizione

Quali sono le aspettative per questo Salone del Libro?

Non sono certamente aspettative di quantità. Ci fu un tempo in cui sognavamo di mettere dentro ogni anno più gente, di vendere più libri ecc. Questa è ancora un’edizione di passaggio. Dalla pandemia alla completa ripartenza, che speriamo avverrà con il Salone di maggio. Perché tra l’altro stiamo facendo il Salone a ottobre, ma ricordiamoci che a maggio ci sarà il prossimo. Saranno due saloni ravvicinati. Non è tanto un salone il cui successo si fonda su quanta gente verrà, ma sulla qualità del rapporto, della fruizione. Io spero che venga comunque tanta gente. abbastanza da dare l’impressione che la comunità dei lettori si sia rimessa in moto e abbia voglia di ripartire. Sulla qualità degli interventi posso già adesso dire che è un salone di grande successo. Basta leggere il programma, i nomi degli autori, delle autrici a cui andranno incontro”.

Che cosa non può mancare al Salone del Libro?

Il protagonismo dei lettori più che non il protagonismo degli autori. Il Salone del Libro non è una celebrazione dell’autore come una rockstar. Non è quello che interessa. […] Ci saranno 8 autori presentati da 8 gruppi di lettura di adolescenti. Per me il protagonismo dei ragazzi e delle ragazze lettrici e lettori è importante tanto quanto il protagonismo dell’autore”.

“Educare alla lettura”: l’obiettivo del Salone del Libro

Lei si occupa della sezione dedicata a giovani e famiglie…quali iniziative sono state pensate per loro?

“Sì noi abbiamo il Bookstock Village, un progetto che ormai ha 14 anni, importantissimo, che porta scuole, adolescenti, famiglie e bambini al Salone con un programma dedicato. Quest’anno il Bookstock ha una superficie mostruosa circa 8 mila metri quadrati dedicati a bambine e bambini, ragazze e ragazzi, giovani di ogni età. È diviso in 2 spazi in maniera piuttosto nettà. Ci sarà uno spazio 0-13 e uno spazio 14+. Io mi sono occupato del programma per lo spazio 14+, Eros Miari si è occupato della fascia 0-13″.

Quali attività ritiene siano necessarie per avvicinare i giovani alla lettura?

“Per quanto riguarda giovani, pre-adolescenti, giovani, proporre molti libri diversi, invitandoli a capire quali sono i libri che loro amano. Nessuno ama leggere tutto. Ognuno di noi ama leggere qualcosa. Che cosa amiamo leggere lo abbiamo scoperto incontrando libri di quel tipo. Esattamewnte come abbiamo scoperto di amare il sushi perché qualcuno un giorno ci ha portato a mangiare il sushi. Se nessuno ci avesse mai portato a mangiare il sushi noi, non avremmo scoperto che ci piace il sushi e non avremmo mai amato il sushi. La stessa cosa vale per l’arte, per il cinema, per il teatro. Se non portiamo i ragazzi a teatro, a vedere molti tipi di teatro, non possiamo far loro amare il teatro, stessa cosa vale per i libri […].

Uno ama leggere perché scopre di avere un gusto personale per la lettura, esattamente come per il cibo. Noi mangiamo perché abbiamo fame, ma potendo scegliere ci piace mangiare e ci piace mangiare le cose che a noi piacciono. Bisogna sin da piccolissimi ‘svezzare’ i bambini, addirittura quando ancora non sanno leggere, proponendo loro storie, libri con cui giocare, immagini, parole che li facciano sognare e questa cosa deve andare avanti per sempre, finché è possibile avere un rapporto educativo con i ragazzi prima che diventino indipendenti.

Educare alla lettura vuol dire educare i giovani all’innamoramento, educare al gusto“.

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