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Smartphone, il Garante per la Privacy indaga sui microfoni sempre accesi: a cosa fare attenzione

Il Garante per la Privacy intende fare chiarezza sull'uso dei microfoni all'interno degli smartphone e dei dati che potrebbero essere raccolti con questa modalità. Ecco cosa possono fare gli utenti
microfono smartphone sempre acceso: l'indagine

Il Garante per la Privacy è al lavoro per fare chiarezza su un possibile uso illecito dei dati raccolti tramite i microfoni degli smartphone. L’indagine sarebbe partita da una serie di segnalazioni da parte di alcuni utenti. Come fare per tutelarsi e su cosa verterà l’istruttoria in corso.

Microfoni smartphone, su cosa indaga il Garante per la Privacy

Dopo diverse segnalazioni e il servizio di un programma televisivo, il Garante per la Privacy ha deciso di avviare un’indagine che pone sotto i riflettori i microfoni degli smartphone.

Molti utenti avrebbero infatti notato come, subito dopo aver menzionato alcuni prodotti o servizi, avrebbero ricevuto pubblicità inerenti ai beni di cui avevano parlato. A questo punto, il Garante per la Privacy ha avviato un’istruttoria in collaborazione con Nucleo speciale privacy e frodi tecnologiche della Guardia di Finanza: le Autorità procederanno quindi a esaminare le app più scaricate per assicurarsi con l’informativa sulla privacy sia chiara e trasparente nei confronti degli utenti.

Microfoni smartphone sempre accesi, come può succedere

Molte applicazioni richiedono l’accesso al microfono dei dispositivi subito dopo che l’utente ne ha effettuato il download.

La maggior parte delle persone spesso accetta di concedere tutte le autorizzazioni richieste e in questo modo il microfono del dispositivo potrebbe rimanere sempre attivo. Alla base dell’indagine del Garante della Privacy c’è la possibilità che i dati carpiti dai microfoni possano essere rivenduti alle società per effettuare poi proposte commerciali agli utenti.

Questa nuova attività si affianca all’obiettivo del Garante di semplificare le informative, attraverso simboli ed immagini, per renderle intuitive e facilmente accessibili agli utenti.

Molto spesso, infatti, gli utenti non riuscirebbero a districarsi fra i termini di servizio delle varie applicazioni e dunque non saprebbero stabilire quali trattamenti subiranno i propri dati. Alla base vi è il Regolamento (UE) 2016/679 sulla protezione dei dati, che obbliga le società a fornire informative chiare e l’acquisizione consapevole del consenso degli utenti.

Come controllare i permessi concessi alle applicazioni smartphone

Gli utenti possono controllare in qualsiasi momento quali sono i permessi concessi a ciascuna delle applicazioni scaricate sui propri dispositivi.

Ecco i percorsi da seguire in base al sistema operativo del proprio smartphone:

  • iOS: impostazioni → privacy → microfono;
  • Android: impostazioni → privacy → gestisci autorizzazioni → microfono.

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