Sostenibilità

Acqua e risorse idriche, quali sono le prospettive entro il 2050 secondo l’ultimo report dell’ONU

L'ultimo rapporto dell'ONU evidenzia com'è cambiata la disponibilità di acqua potabile negli ultimi decenni e quali sono le prospettive future entro il 2050
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L’ONU ha presentato un report dedicato all’acqua e alle prospettive future per questa risorsa sempre più preziosa e rara. Questo rapporto è stato pubblicato a poche settimane dalla COP26 a Glasgow, la conferenza annuale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, e contiene dati allarmanti sul futuro del cosiddetto oro blu.

Entro il 2050 sempre meno persone avranno accesso all’acqua

The State of Climate Services 2021: Water è il report delle Nazioni Unite che evidenzia gli effetti drammatici dei cambiamenti globali sulla disponibilità di acqua.

Entro il 2050, infatti, si prevede che più di 5.000.000.000 di persone saranno in difficoltà per avere l’accesso all’acqua. L’ONU sottolineò già nel 2018 come 3.600.000.000 persone non avessero facile accesso all’acqua per almeno 1 mese all’anno. Nel 2020, a causa della scarsità di acqua 2.300.000.000 persone non hanno avuto accesso ai servizi igienici basilari. Nei prossimi anni, dunque, la situazione sarebbe destinata ad aggravarsi. Le Nazioni Unite, grazie ai dati contenuti nel report, auspicano che i Governi possano impegnarsi nella difesa delle risorse idriche a partire già dagli incontri della COP26.

Risorse idriche e cambiamenti climatici, in che modo sono collegati

Di tutta l’acqua presente sulla Terra, appena lo 0,5% è potabile e può essere utilizzata dagli esseri umani. È costituita da fiumi, laghi, falde acquifere, neve e ghiacciai. A causa del surriscaldamento globale, però, i ghiacciai si stanno sciogliendo e anche le altre risorse idriche sono minacciate: nel report si evidenzia come, negli ultimi 20 anni, i livelli di acqua potabile sono diminuiti di 1 cm ogni anno. Le perdite maggiori hanno interessato in particolare la Groenlandia e l’Antartide.

L’incremento delle temperature sarebbe in grado di modificare anche i cicli delle piogge in molte zone del mondo. In questo modo, gli schemi e le stagionalità delle precipitazioni sarebbero stravolti, secondo l’ONU, e le conseguenze tangibili sarebbero gli aumenti dei fenomeni climatici estremi. In particolare, dal 2000 si sarebbe registrato un aumento del 134% di inondazioni rispetto al ventennio precedente. Il livello di umidità dell’atmosfera sarebbe incrementato del 7% a livello globale. L’Asia sarebbe il continente più colpito dalle conseguenze dei disastri alluvionali, con milioni di sfollati e centinaia di vittime tra Giappone, Cina, Indonesia, Nepal, Pakistan e India.

L’Africa sarebbe invece soggetta a un aumento del 29% nella quantità e nella durata della siccità. In tutto il mondo, sono 2.000.000.000 le persone che vivono in Paesi flagellati dalla scarsità di risorse idriche.

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