La lente di TSP

Salone del Libro apre Chimamanda Ngozi Adichie: “Il mio sogno per il mondo post-Covid”

È cominciato ufficialmente il Salone del Libro 2021. Ad aprire l'importante manifestazione è stata la scrittrice Chimamanda Ngozi Adichie che ha parlato di futuro e del mondo post-Covid.
Chimamanda Ngozi Adichie

La scrittrice Chimamanda Ngozi Adichie ha inaugurato la nuova edizione del Salone del Libro, l’edizione “del ritorno” dopo la pandemia di Covid-19. Per la prima volta ospite dell’evento letterario, e per la prima volta a Torino, Ngozi Adichie ha raccontato al pubblico del suo sogno per un mondo che dopo il Covid-19 si riscopra più umano, più attento a ingiustizie e ineguaglianze, più vicino alla letteratura, il cui messaggio universale per l’essere umano deve tornare centrale. La scrittrice nigeriana ha parlato della necessità di combattere la violenza contro le donne, il razzismo, e lottare per la salvaguardia dell’ambiente.

Aspirazioni a cui l’umanità dovrebbe tendere ora che il coronavirus ci ha messo di fronte alla possibilità di immaginare una realtà diversa, di sognare un mondo migliore. 

Chimamanda Ngozi Adichie al Salone del Libro: i sogni per il post-Covid

Chimamanda Ngozi Adichie inaugura il Salone del Libro 2021, l’appuntamento annuale per eccellenza per il mondo della letteratura e dell’editoria. “Scusate se sono in ritardo, ma ho pensato che sarei stata autenticamente nigeriana e fossi arrivata con un po’ di ritardo e mi hanno detto che gli italiani lo capiscono perfettamente”, scherza la scrittrice nigeriana inserita da Times tra le 100 persone più influenti al mondo nel 2015.

 

Ngozi Adichie è certamente una delle più importanti scrittrici di narrativa contemporanee. Nata a Enugu, in Nigeria, ha conquistato il pubblico internazionale con i suoi romanzi, tra i più famosi Ibisco Viola, Metà di un sole giallo e Americanah. “Nel pensare al tema di questo Salone del Libro, la Supernova, ovvero l’esplosione di una stella, ho pensato all’esplosione di idee, all’esplosione di possibilità, di sogni, e ho pensato a come vorrei che il mondo post-Covid fosse”, dichiara Chimamanda Ngozi Adichie.

 

La pandemia tra ingiustizie e violenza di genere

Tra i temi affrontati dalla scrittrice, la violenza di genere che ha visto un pauroso incremento durante la pandemia. “Le ineguaglianze sono aumentate durante la pandemia, così come è aumentata la violenza domestica. Violenza principalmente, se non esclusivamente, esercitata da uomini che siano mariti, fidanzati o amici”, continua. 

Tra le ingiustizie che hanno colpito principalmente il mondo femminile anche il gap lavorativo, con le donne pagate meno e male rispetto alla controparte maschile.

Le ineguaglianze emerse durante la pandemia di Covid-19 riguardano anche la chiusura nazionalista, specialmente per quanto riguarda i vaccini: “La risposta avrebbe dovuto essere quella di un miglior coordinamento globale, che sia veramente tale, e non che vi sia un atteggiamento occidentale in tutto il globo”, dichiara Ngozi Adichie, “È emerso un nazionalismo insidioso, ‘la mia nazione’, i ‘miei confini’, pur sapendo che il virus non conosce confini e che tutto il mondo dovrebbe essere vaccinato perché tutto il mondo ne possa beneficiare”.

 

Chimamanda Ngozi Adichie: l’importanza della letteratura

La scrittrice evidenzia come il Covid-19 ci abbia messo davanti alla fragilità delle relazioni umane, di “quanto abbiamo bisogno gli uni degli altri”. Gli affetti, che la scrittrice ha sempre definito “fastidiosi, irritanti, e probabilmente lo sono, e probabilmente li ridefinirò come tali, ma nel frattempo io so quanto mi sono mancati”. 

Ngozi Adichie vede nella letteratura una chiave per questo bisogno di umanità e proprio per questo deve avere un posto centrale nel mondo post-Covid. Per superare i bias e i fraintendimenti nei rapporti tra uomo e donna e ritrovare un’umanità universale: “Credo nell’importanza del sogno”, conclude la scrittrice, “Ci vuole fede in questo.

La letteratura con la pandemia ha insegnato agli esseri umani cos’è l’incertezza. Dobbiamo accettare l’imprevedibilità e dobbiamo sognare, perché l’umanità non saprà mai cosa l’aspetta”. 

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