Sostenibilità

Cambiamenti climatici e abuso di pesticidi causeranno l’estinzione di avocado vaniglia e altre piante

Problemi ambientali e pesticidi saranno le cause che porteranno all'estinzione di avocado, vaniglia e altre piante selvatiche. Lo rivelano nuovi studi svelando il perché
piantee selvatiche a rischio estinzione

Dalla nuova ricerca presentata sulla rivista Plants People Planet emergono nuove problematiche ambientali: il rischio di estinzione di numerose specie selvatiche. Ciò è causato principalmente dalla situazione ambientale e dall’utilizzo di pesticidi. Via quindi a nuove sperimentazioni su alcune piante prese in esame e nuove proposte più sostenibili per contrastare questo pericolo.

Piante selvatiche a rischio a causa dei pesticidi: lo studio

Come viene riportato dal giornale britannico The Guardian, gli studi pubblicati nella rivista Plants People Planet, hanno dichiarato il rischio di estinzione di 224 parenti selvatici delle colture più importanti (il 35% di tutte le specie studiate).

Sono da considerare fondamentali per la sicurezza alimentare e quindi una sorta di ancora di salvataggio per la popolazione e il mondo. Gli studi sono stati presentati durante il Congresso Mondiale dell’ IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) a Marsiglia. A capo degli studi la dottoressa Barbara Goettsch.

Le piante a richio estinzione

La lista presentata dallo studio vede diverse piante che conosciamo, eccone alcune:

  • vaniglia, in cima alla lista con tutte le sue 8 specie minacciate.
  • cotone selvatico con il 92% delle specie a rischio.
  • avocado con 3 specie a rischio su 5
  • peperoncino con il 25% delle specie
  • patata con 23% delle specie
  • zucca con il 9% delle specie
  • pomodori
  • mais

Si è richiesto quindi, in questa occasione, di rinnovare la cosiddetta Red List dell’IUCN (un vero e proprio inventario del rischio di estinzione delle diverse specie, sia della fauna che della flora a livello globale).

I Paesi dove i pesticidi causano più danni

La ricerca presentata nella rivista Plants People Planet prende in esame diverse colture soprattutto di Paesi dell’America Centrale.

Paesi come Guatemala, Messico, Honduras ed El Salvador. Le colture a cui ci si riferisce risalgono ai tempi degli Aztechi e Maya.

Tra l’altro sono quelle piante che garantiscono la coltivazione delle specie commerciali in tutto il pianeta. A questo punto bisogna cercare di trovare un’obiettivo da porsi e da raggiungere. Questo perchè bisogna trovare un modo per garantire la salvaguardia dell’agricoltura del nostro pianeta e la vita di miliardi di persone.

Estinzione delle piante selvatiche: le cause

La dottoressa Goettsch dichiara: “Il rischio di estinzione al momento è per le colture di queste piante(…) La salinità del suolo sta cambiando, e le colture non hanno la capacità di adattarsi.

Le temperature sono in aumento. A causa del cambiamento climatico, anche i parassiti e le malattie si alterano e questo può avere un impatto enorme sulle piante coltivate. Potremmo avere carenza di questi alimenti” si legge sul The Guardian.

Le cause per questo fenomeno quindi vanno ricercate nelle condizioni ambientali critiche, ma anche nell’utilizzo di pesticidi (sostanze volte all’uccisione di parassiti, funghi ed erbe infestanti che sono pericolose e inquinanti per l’ambiente, per la salute degli animali e per l’uomo stesso); per cui il loro utilizzo deve essere controllato e ridotto al necessario.

Di conseguenza, l’effetto che si avrà ignorando queste problematiche, sarà una concreta minaccia nella diminuzione dei raccolti. 

Come spiegato dalla dottoressa Goettsch esistono ulteriori cause che mettono a rischio l’estinzione di queste piante:

  • Disboscamento,
  • Una prolungata scarsità di pioggia,
  • L’aumento delle temperature,
  • Una particolare salinità del suolo che ne scaturisce una sua improduttività.

Per questo, lo studio ha utilizzato alcune delle specie selvatiche prese in considerazione nelle analisi, nel tentativo di creare delle colture più resistenti ai cambiamenti climatici. Troviamo ad esempio patate che resistono all’assenza di pioggia prolungata, oppure zucche che resistono invece a temperature molto basse.

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