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Pensioni, Quota 100 non verrà rinnovata: l’annuncio di Mario Draghi. Salvini chiede “mediazione ragionevole”

Il premier Mario Draghi al vertice UE conferma che Quota 100 non verrà rinnovata: si lavora alle alternative, la Lega chiede una mediazione per non tornare alla legge Fornero
quota 100, Mario Draghi conferma che non verrà rinnovata

Addio a Quota 100: il sistema pensionistico introdotto nel 2019 e che consente di andare in pensione con il mix di 62 anni di età e 38 anni di contributi è in scadenza. Il premier Mario Draghi, dal vertice UE, ha confermato che il Governo non intende rinnovarla: si lavora ora alle ipotesi per superarla, mentre la Lega chiede una “mediazione ragionevole” per non tornare indietro alla Legge Fornero.

Quota 100 non sarà rinnovata: Mario Draghi la “manda in pensione”

Il premier Draghi tira dritto e conferma l’intenzione del Governo di non proseguire con Quota 100, sistema introdotto con natura sperimentale nel 2019.

L’annuncio è arrivato dal vertice UE di Bruxelles, dove non ha nascosto il suo parere contrario alla misura fortemente voluta dalla Lega: “Io non concordavo con Quota 100 e non verrà rinnovata, ora occorre assicurare una gradualità nel passaggio a quella che era una normalità“. Proprio il passaggio diventa ora centrale nel dibattito: “L’importante è tener fisso il fatto che quota 100 non verrà rinnovata per un triennio e allo stesso tempo, occorre essere graduali” le sue parole riportate da Ansa.

Come ribadito anche nei giorni scorsi dal Ministro Orlando, una possibilità è quella di trasformare Quota 100 in Quota 102 per l’anno 2022 e poi ancora in Quota 104 nel 2023. Un’idea che non trova particolarmente d’accordo il principale sostenitore del sistema, Matteo Salvini.

Addio a Quota 100, Matteo Salvini chiede di non tornare alla legge Fornero

Il piano del Governo non sta convincendo il leader leghista, che ha commentato così il “pensionamento” di Quota 100: “La Lega lavora ad una mediazione ragionevole“. Nello specifico, ritiene che una via di mezzo potrebbe essere proprio Quota 102 “con strumenti per consentire la pensione ad alcune categorie specifiche come i lavoratori precoci o per quelli di imprese sotto i 15 dipendenti“.

La preoccupazione e il limite è uno: “Il ritorno alle legge Fornero è incompatibile con la realtà. Io e il presidente Draghi stiamo lavorando per tutelare il diritto al lavoro e alla pensione, l’importante è non tornare alla legge Fornero“.

Ed ha anche aggiunto, secondo quanto riporta Adnkronos: “Chiamarla Quota 100 o quota y non importa, quello che conta è che dal 1 gennaio tu non porti via 6-7 anni di vita ai lavoratori“.

Anche il Ministro del Lavoro Andrea Orlando, che nei giorni scorsi aveva confermato l’intenzione di rimediare alle storture di Quota 100 ma di non tornare indietro alla controversa Legge Fornero, ha detto la sua: “Mi pare che il presidente del Consiglio abbia già risposto, quota 100 si tocca e io credo che sia anche un bene che si tocchi perché penso che i numeri ci dicano che al suo interno aveva delle distorsioni che andavano affrontate“. Tra queste, cit “il trattamento uguale a situazioni diverse, sono andate in pensioni prevalentemente i dipendenti di grandi imprese e pubblico impiego, e il fatto che il 70% degli utilizzatori sono stati uomini.

Queste due cose vanno corrette, accettando una graduale uscita che quota 100 ha rappresentato“.

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