Sostenibilità

Riscaldamento globale, il record di concentrazione di CO2 preoccupa l’ONU: “Siamo fuori strada”

Nel 2020 si è toccato un nuovo record nella concentrazione di anidride carbonica, nonostante la stop dovuto alla pandemia. La preoccupazione dell'ONU in vista di COP26 sembra tangibile
riscaldamento globale allarme onu anidride carbonica

Per contrastare i cambiamenti climatici e ridurne gli impatti devastanti sul futuro occorrerebbe ridurre la concentrazione di gas serra e, dunque, l’aumento della temperatura media globale. Secondo l’ONU, però, il mondo sarebbe “molto fuori strada” nel raggiungere questi obiettivi.

Riscaldamento globale e crisi climatica, per l’ONU siamo “fuori strada

L’annuncio è contenuto in un report della World Metereological Organization dell’ONU e arriva nel contesto della COP26 sui cambiamenti climatici, a Glasgow.

Secondo il rapporto, i livelli di anidride carbonica hanno raggiunto un nuovo record nel 2020, pari a 413,2 parti per milione e superiore alla media dell’ultimo decennio. Per il Segretario Generale del WMO Petteri Taalas, l’attuale aumento di concentrazione di gas serra comporterebbe un aumento della temperatura media globale molto superiore al target di 1,5°, stabilito dall’accordo di Parigi nel 2015. Come riporta l’agenzia Reuters, per il Segretario Generale “Siamo di molto fuori strada. Dobbiamo rivedere i nostri sistemi industriali, energetici e di trasporto e il nostro intero stile di vita”.

Crisi climatica, “non siamo minimamente vicini” agli obiettivi

In base agli attuali impegni dei vari Paesi, nel 2030 le emissioni globali potrebbero essere superiori del 16% rispetto al 2010. A stimarlo è un’analisi a cura del Framework Convention on Climate Change delle Nazioni Unite. Per gli scienziati, invece, occorre tagliare le emissioni del 45% entro il 2030 per poter mantenere l’aumento della temperatura media globale entro la soglia di 1,5° ed evitare così gli impatti più devastanti. Per Patricia Espinosa, Segretaria Esecutiva del Framework Convention on Climate Change, oltrepassare questi limiti “porterà a un mondo destabilizzato e a sofferenza infinite, specialmente per coloro che hanno contribuito di meno alle emissioni di gas serra nell’atmosfera”, come riferisce Reuters.

Non siamo minimamente vicini a dove la scienza dice che dovremmo essere” è il commento della Segretaria Esecutiva.

Riscaldamento globale, cosa potrebbe succedere se mancassimo gli obiettivi

I rischi per il nostro pianeta sarebbero vari, a partire dalla sopravvivenza dei Paesi più poveri e dalla stabilità del sistema economico globale. Secondo un gruppo di economisti sentiti dall’agenzia Reuters, gli investimenti necessari per raggiungere l’obiettivo zero emissioni dell’accordo di Parigi ammonterebbero al 2%-3% del PIL mondiale, per ogni anno fino al 2050.

Per confronto, l’agenzia sottolinea come da gennaio 2020 i governi di tutto il mondo abbiano investito l’equivalente del 10,2% del PIL globale per fronteggiare la pandemia da Covid-19. Se invece le temperature dovessero aumentare di 1,6° nel 2030, di 2,4° nel 2050 e infine di 4,4° nel 2100, i costi si tradurrebbero in percentuali pari al 2,4% del PIL mondiale entro il 2030, al 10% nel 2050 e al 18% nel 2100.

Potrebbe interessarti