Cronaca Italia

Sms truffa “richiamami al…”: perché non bisogna richiamare e come difendersi dai messaggi fraudolenti

L'sms sembra provenire da un numero di cellulare normale e invita a telefonare a un nuovo numero: come funziona questa truffa e cosa si può fare per dinfendersi
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Nelle ultime settimane un nuovo tentativo di truffa sta circolando sui cellulari degli italiani. Si tratta di un sms all’apparenza innocuo, che però è in grado di prosciugare il credito degli utenti. Ecco di cosa si tratta e come ci si può difendere da questi tentativi di truffa.

Sms truffa, cosa c’è scritto e cosa bisogna fare se lo si riceve

L’sms truffa arriverebbe di solito da un numero di cellulare, all’apparenza normale, che l’utente non ha tra i contatti registrati in rubrica.

Il testo dell’sms è “Ciao ho provato a chiamarti, richiamami al 89****** baci”. Il numero indicato nel messaggio è composto da 8 cifre e inizia con 89: si tratta del primo campanello di allarme, perché 89 è solitamente riservato ai numeri di telefono a pagamento. L’utente che decida di richiamare per scoprire il mittente del messaggio, secondo la Polizia Postale, potrebbe trovarsi ad ascoltare una musica oppure il silenzio mentre attende una risposta. In quell’intervallo di tempo, tale numero a pagamento può prosciugare anche 1,50€ al secondo di credito telefonico.

Truffe online, cosa sono il ping-calling e lo smishing

Le truffe di questo tipo si chiamano “ping-calling” e consistono in stratagemmi per prosciugare credito telefonico o denaro, nel caso in cui l’utenza mobile sia a consumo e collegata a un conto bancario.

Spesso si presentano anche in forma di chiamate, con una serie di squilli principalmente con prefissi di Tunisia, Kosov, Gran Bretagna e Moldavia. L’obiettivo è spingere l’utente a richiamare: in pochi minuti di attesa di una risposta è possibile perdere diverse decine di euro.

Altrettanto diffuso e pericoloso è lo “smishing”, una parola che deriva dall’unione tra sms e phishing: indica quei tentativi fraudolenti di fingersi istituti bancari, aziende o enti di vario tipo così da ottenere dati sensibili.

In entrambi i casi si tratta di truffe molto diffuse dall’inizio del lockdown, quando molte persone avevano deciso di trasferire online le proprie utenze.

Come difendersi dalle truffe online: le azioni da (non) compiere

Per difendersi, occorre eliminare gli sms senza compiere le azioni richieste, in particolare senza cliccare sui link ricevuti. Spesso, infatti, tali link portano a pagine del tutto simili a quelle di enti e istituti invitando l’utente a inserire le proprie credenziali per l’accesso.

Una volta inserite, le credenziali finiscono nelle mani di truffatori e vengono utilizzate per svuotare i conti correnti o rubare dati sensibili. È anche possibile contattare gli enti per chiedere conferma sugli sms e le mail ricevute, così come si può segnalare il tentativo di truffa alla Polizia Postale.

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