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Luigi Busà, l’oro nel karate alle olimpiadi di Tokyo 2020: “È una data che non dimenticherò mai”

Luigi Busà, l'oro nel karate alle olimpiadi di Tokyo 2020 ha scelto di raccontare un lato inedito di sé. Il bambino sognatore che voleva vincere le medaglie nel karate
Luigi Busà si racconta

Luigi Busà è il karateka siciliano che ha fatto sognare l’Italia durante le olimpiadi di Tokyo. Il 6 agosto è salito sul gradino più alto del podio olimpico nella categoria karate kumite 75kg. Luigi Busà vanta però un lungo percorso sportivo costellato di vittorie: 11 in Premier League, di cui 7 ori, 13 vittorie nel campionato italiano 75kg… Un campione pluripremiato che lo rende il secondo karateka azzurro a conquistare il pass olimpico.

Luigi Busà ha voluto raccontarsi e mostrare un lato di sé fino ad ora sconosciuto. Quello del ragazzo pieno di sogni che è riuscito a realizzare grazie al suo duro lavoro.

Luigi Busà ricorda l’emozione di Tokyo 2020

Luigi Busà ospite della puntata di oggi a Trends & Celebrities in onda su RTL 102.5 News con me e Simone Palmieri, raccontandosi a tutto tondo partendo dalla recente esperienza delle olimpiadi.

La vittoria dell’oro olimpico è stata un’emozione incredibile per l’atleta, che l’ha ricordata così: “Sicuramente è una data che non dimenticherò mai. Questa era peraltro la prima edizione in cui la nostra disciplina sbarcava ai Giochi.

Quella medaglia la custodisco gelosamente a casa, fra i simboli dei miei record. Uno di questi? Dal 2006 al 2018 ho vinto consecutivamente i campionati italiani, primato fino a questo momento ineguagliato. Può sembrare facile centrare tredici scudetti di fila, ma tanta gente sceglie di non partecipare alle rassegne nazionali perché lì si ha tutto da perdere”.

 “Non è stato facile. Tutti noi atleti eravamo mentalmente proiettati al 2020. Un anno di differenza cambia completamente le cose. C’è chi ha scelto addirittura di non partecipare, perché anagraficamente dodici mesi in più pesano, soprattutto dopo i trent’anni, come nel mio caso“.

L’amarezza per l’esclusione del karate come disciplina olimpica

Il karate non sarà tra gli sport ammessi alle olimpiadi di Parigi 2024, ma la speranza di Busà è che possa rientrare in quelli del 2028 a Los Angeles, un po’ di amarezza per il karateka che probabilmente a Los Angeles non ci sarà visto che avrà 40 anni: “Ogni anno che passa è importante per un atleta. Lo slittamento di Tokyo dal 2020 al 2021,a causa del Covid, ha fatto cambiare piani a molti sportivi“.

Un vero peccato per il Karate, che ha impiegato anni a diventare disciplina olimpica: “Mi dicevano sempre ‘Peccato che il vostro sport non è olimpico’ e invece dopo una lunga attesa è arrivata questa grande occasione da cogliere.

È stato difficilissimo, abbiamo girato tutto il mondo finché a Salisburgo è arrivato questo pass tanto ambito. Sono molto contento”.

Il karate: un sogno dell’infanzia per Busà

Luigi Busà è nato nel 1987, originario di Avola, provincia di Siracusa, fin da bambino si è appassionato a questo sport.

Sono state le sue sorelle, Stephanie, Cristina e Lorena: “Ho iniziato a tre anni e mezzo, mio papà- Nello Busà, ex tecnico della Nazionale giovanile italiana di karate e fondatore dell’Asd Centro Arti Marziali ad Avola– mi ha sempre seguito fino alle Olimpiadi, mi faceva sempre il tagliando.

Quindi, sono entrato nella Forestale nel 2008, poi con la riforma Renzi essa è stata accorpata ai Carabinieri e dal 2017 sono carabiniere a tutti gli effetti. La mia carriera andrà avanti fino a quando il fisico mi supporterà, ma diciamo che un altro triennio penso di riuscire a garantirlo, anche se aggiorno questa valutazione di anno in anno. Olimpiadi 2024? La presenza in palinsesto del karate è in discussione, c’è stato un caos politico-sportivo“.

Luigi Busà e un pensiero per Catania

Luigi Busà si è unito al coro di tutti coloro che in questi giorni hanno espresso un pensiero di vicinanza per la città di Catania, travolta dall’ondata di maltempo: “Sono molto vicino a tutte quelle persone con il cuore, ho visto in tv scene assurde ed ho molti amici in quella zona. La natura sembra essersi ribellata. (…) Occorre stringersi tutti insieme, un po’ come si fa nello sport”.

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