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Come è cambiata la mobilità: l’avvento dei monopattini e la fine del monopolio delle auto, mentre si muore meno di incidenti

Con la crisi pandemica anche la mobilità è cambiata. Gli italiani hanno scoperto i monopattini e le immatricolazioni delle auto hanno subito una forte flessione come nel resto d'Europa. Un altro segnale positivo è la netta diminuzione degli incidenti stradali.
mobilità cambia

Tra i detti spiritosi che circolano negli ultimi mesi – la comicità del resto non ha risparmiato, e per fortuna, neanche l’emergenza pandemica – vi è stata quello che afferma che “Il Covid ha fatto anche cose buone”, facendo il verso alla vecchissima frase fatta sul fascismo.

Ci si riferisce a molte cose, serie come i progressi della digitalizzazione nella società, o facete come l’uso della mascherina che consente di nascondere alcuni difetti estetici o di non essere riconosciuti.

Serissima, e positiva, è una delle principali conseguenza delle restrizioni e delle forti limitazioni agli spostamenti imposti dal febbraio 2020, ovvero il crollo degli incidenti stradali, che sono diminuiti del 31,3% l’anno scorso in Italia.

I morti sono stati il 24,5% in meno, e i feriti si sono ridotti del 34%. 

Non solo, la pandemia ha anche cambiato le abitudini di molti in tema di mobilità. Anche grazie all’aiuto di bonus appositi è decollato l’acquisto di biciclette e dei contestatissimi monopattini. 

Questo vuol dire che cambierà in modo definitivo il modo di spostarsi degli italiani? Che diventeremo più europei in questo? Un’altra frase fatta legata all’emergenza come “niente sarà come prima” si è già rivelata largamente sopravvalutata, e in molti ambiti in realtà si è tornati alle vecchie abitudini, si veda al capitolo smart working.

Sarà così anche per quanto riguarda la mobilità?

Intanto guardiamo ai dati: +14% le biciclette vendute nel 2020, +44% quelle elettriche

L’anno scorso sono state acquistate un milione e 730 mila biciclette tradizionali, con un incremento del 14% rispetto al 2019, mentre le E-Bike vendute sono state 280 mila, facendo segnare al settore un +44%. Complessivamente si è arrivati oltre i due milioni, con un aumento del 17%.

Attenzione però, nonostante questi numeri rimaniamo indietro rispetto a quanto accade nel resto d’Europa.

Consideriamo che nella Ue e nel Regno Unito nel 2020 le vendite complessive  di biciclette (quelle comuni + E-Bike) sono cresciute del 40%. Certo, in questo caso a livello di valore, ma la distanza è tale che non può essere solo giustificata dalla diversa unità di misura usata.

Il vero boom però l’anno scorso è stato quello dei monopattini, amati da molti e odiati da molti altri. Secondo i dati ufficiali, che si fermano a fine settembre 2020, ne sono stati acquistati 125 mila, con un aumento del 140% in valore rispetto allo stesso periodo del 2019.

Secondo Gfk a questi sono da aggiungere anche i 30 mila monopattini in sharing presenti sul territorio nazionale

Dati Ancma, rielaborazione di Momento Finanza

È finito il predominio delle auto?

A guardare i dati del 2020 delle immatricolazioni di automobili, poi, viene spontaneo pensare che l’anno della pandemia abbia segnato anche l’inizio della fine del dominio assoluto della quattro ruote. 

I veicoli passeggeri venduti sono crollati del 23,7% nella Ue, con un’accentuazione del calo nei Paesi che hanno sofferto maggiormente la crisi, come l’Italia, dove è stato del 27,9%, in Spagna, Grecia, Portogallo, Croazia.

Al contrario nei Paesi scandinavi e nel Nord Europa la contrazione è stata meno pronunciata, e inferiore al 20%

Il nostro Paese tuttavia rimane il luogo in Europa con il maggiore rapporto tra auto e abitanti (escludendo il piccolo Lussemburgo), con ben 663 ogni 1000 persone, seguita da Cipro e Polonia. Questo secondo i dati del 2019, ma il 2020 non dovrebbe avere cambiato la classifica. 

Il dato singolare è che vi sono Paesi pur benestanti, come Francia, Svezia, Danimarca, Irlanda, in cui la densità di veicoli è inferiore a quella in altri ben più poveri come la Grecia, il Portogallo, la Lituania.

 

Vuol dire che la scelta di usare mezzi alternativi all’auto non è solo una questione di reddito, ma anche culturale, e soprattutto dipende anche dalle scelte delle amministrazioni pubbliche in termini di capillarità dei trasporti pubblici. Anche se naturalmente conta anche la distribuzione della popolazione in grandi centri urbani piuttosto che sparsa sul territorio in città medio-piccole, come in Italia e in Germania.

Dati ACEA, rielaborazione di Momento Finanza

Spostarsi uccide meno

Nonostante almeno fino alla pandemia l’auto in Italia regnasse incontrastata e anzi la sua diffusione fosse aumentata, per fortuna però contemporaneamente diminuivano i morti in incidenti

Il calo più netto è stato quello tra 2001 e 2013, quando in particolare quelle dovute a scontri con le quattro ruote erano passate da 4.581 a 1.894. Un enorme successo sia delle misure legislative, come la patente a punti e l’obbligo di seggiolini per i bambini, sia del progresso tecnologico in termini di dispositivi di sicurezza per le auto. 

Meno decisa la riduzione dei decessi in moto, che comunque si sono dimezzati rispetto al picco del 2004.

Negli ultimi anni tuttavia vi era stata la fine della discesa e una stazionarietà nel conto delle vittime degli incidenti, dovuta anche, a quanto dicono gli analisti, all’uso di cellulari alla guida, e solo il lockdown e le restrizioni del 2020 sono riuscite a causare un’ulteriore netto calo dei morti. 

Calo che sia l’anno scorso che in precedenza vi era stato anche tra quelli verificatisi per scontri cha hanno coinvolto bici o monopattini

Dati Istat, rielaborazione di Momento Finanza

Quanti muoiono in monopattino

Eppure è tanta l’attenzione e la preoccupazione che circonda questi mezzi, maggiore di quella rivolta ai decessi in auto, che pure sono molto di più. 

E dire che anche nelle città in cui i monopattini e le bici si sono più diffuse gli incidenti dovuti o comunque legati a questi sono una minoranza, 1.018 su 8.295 a Milano, e 375 su 15.294 a Roma. 

E con riferimento ai monopattini, che sono quelli su cui più si sono concentrate le polemiche nell’ultimo anno, vi è stato un solo morto su un totale di 524 sinistri. Sostanzialmente considerando che secondo le stime più credibili vi sono 140 mila mezzi in circolazione, parliamo di un incidente ogni 0,004 monopattini. E naturalmente molto minore è la mortalità.

I calcoli più precisi, anche a livello di confronto con le automobili, potranno essere fatti solo quando la vita potrà tornare completamente alla normalità.

E allora sarà evidente se e quanto i nuovi mezzi di mobilità alternativa saranno entrati nella quotidianità degli italiani e quanto peseranno nelle statistiche su morti e incidenti. 

Quello che appare chiaro è che anche se quel drastico cambio nelle abitudini di spostamento che si immaginava non ci sarà, anche se saranno imposte nuove regole ai monopattini, magari la targa come in Germania, in ogni caso non si tornerà indietro alla situazione pre-pandemica.  

E si dovrà adattare le città ai nuovi mezzi, piuttosto che viceversa.

Dati Istat, rielaborazione di Momento Finanza

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