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Cane salva la vita al padrone nell’alluvione delle 5 Terre: Leo era stato adottato solo un mese prima

La storia di Leo e Pierpaolo durante la catastrofe delle 5 Terre. Il cagnolino salvò il padrone da morte certa avvertendolo in tempo. Appena un mese prima il padrone lo aveva salvato.
Cane salva vita padrone

Sono passati ormai 10 anni dalla catastrofe ambientale e metereologica che ha messo in ginocchio le 5 Terre. Aldilà del dramma di chi ha vissuto in prima persona la drammatica vicenda, quel giorno accadde anche qualcosa di spettacolare: un cane di nome Leo salvò il suo padrone Pierpaolo da morte certa durante la tragedia.

Cane salva la vita al padrone nell’alluvione alle Cinque Terre: cosa accadde

Il 25 ottobre del 2011 un’alluvione ha colpito le cosiddette 5 Terre, una delle aree mediterranee naturali più belle della Liguria.

L’area comprende 5 borghi: Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore.
Talmente stupende da essere inserite dall’Unesco nel 1997 nella lista “World heritage list“(Patrimonio Mondiale dell’Umanità). Qui la piena dei fiumi Vara e Magra ha causato inondazioni e fiumi di fango in diversi paesi.

Quel giorno Pierpaolo Paradisi doveva recarsi da Prevo, dove abitava, a La Spezia, dove lavorava all’Osservatorio sulla povertà della Caritas. Non aveva mai portato il suo cagnolino nella sede di lavoro perché era proibito.

Ma quell’incessante pioggia così aggressiva gli aveva fatto prendere la decisione di portarlo con sé. Intervistato dalla CNN, Pierpaolo Paradisi, 50enne di origini sarde e aspirante albergatore, ha dichiarato: “È stata una trasgressione che mi ha salvato la vita.

A lavoro, verso l’una e mezza Pierpaolo aveva deciso di chiedere il permesso per poter rientrare prima a casa, per il timore di rimanere bloccato. La pioggia infatti non aveva accennato a smettere, anzi continuava incessantemente e abbondantemente anche a grandinare.

Leo fiuta il pericolo e salva il suo padrone dall’alluvione

Durante il tragitto di ritorno Pierpaolo non riusciva a vedere nulla se non “30 centimetri più avanti”, come da lui dichiarato.

Guidava molto lentamente. Per Pierpaolo però c’era qualcosa di strano: Leo per tutto il percorso è rimasto in silenzioso. Solo quando si sono trovati nelle vicinanze di Prevo, il cagnolino ha fatto qualcosa di inaspettato. Leo è saltato sulle gambe del padrone. A quel punto Pierpaolo ha fermato la macchina e ha rimproverato il suo amico a 4 zampe. Sul punto di ripartire però la scogliera davanti a loro è crollata.

Così Leo ha salvato la vita a Pierpaolo Paradisi. Con un accorgimento tempestivo del cagnolino le loro vite non sono finite quel giorno.

“Pensano che in determinate condizioni meteorologiche possano sentire l’odore di qualcosa– ha dichiarato il padrone del cane-i cani possono percepire odori che non possiamo sentire”. “L’odore, unito alla grandine e ai tuoni, deve avergli fatto capire che dovevamo fermarci ha aggiunto.

Nei successivi 10 minuti sono rimasti impietriti, abbracciati l’uno all’altro. A quel punto, con una manovra, Pierpaolo ha fatto inversione, riuscendo poi ad arrivare a Manarola. Qui ha tentato di chiamare i soccorsi, che però gli hanno risposto di cercare di mettersi in salvo come meglio potevano.

La pioggia e la grandine infatti non rendevano possibile alcune tentativo di soccorso. La notte dell’accaduto Leo e Pierpaolo hanno dormito in macchina, attendendo che la situazione si calmasse.

Il giorno seguente hanno provato a raggiungere la loro casa a piedi, ma senza alcun successo.

Il passaggio infatti era impossibilitato dalla frana. Pierpaolo ricorda “sembrava una zona di guerra. C’erano cinque elicotteri che andavano in giro alla ricerca delle persone scomparse. C’era una barca a vela capovolta e la gente urlava, cercando altri dispersi”.

Leo era stato salvato un mese prima dal suo padrone Pierpaolo

La storia di Pierpaolo e Leo fa cadere una lacrima di gioia in una situazione in cui le lacrime sono solo di disperazione: il cagnolino che salva il proprio padrone come il padrone aveva fatto appena un mese prima. Leo infatti era arrivato in Liguria soltanto un mese prima, quando Pierpaolo aveva deciso di adottare un cane. Aveva letto su un social di alcuni attivisti che si occupavano di trarre in salvo cani dalla Serbia. Come racconta Paradisi, dopo le guerre dell’ex Jugoslavia i randagi si sono moltiplicati. Le famiglie al tempo avevano dovuto abbandonare i loro animali domestici per sfuggire alle guerre e questo aveva portato ad un aumento smisurato di accoppiamenti. Leo è l’unico sopravvissuto tra i 48 cani che erano insieme a lui in gabbia.

Oggi i due vivono serenamente insieme. Inoltre Paradisi è riuscito ad aprire il suo albergo che ha chiamato, in onore del suo fedele amico, Leo’s Lodge. Il cagnolino ha ricevuto inoltre il Premio Fedeltà di Camogli per quello che fece.

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