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Vaccino anti-Covid, la decisione dell’Aifa per chi ha ricevuto la monodose Johnson & Johnson: al via i richiami

La decisione dell'Aifa arriva al termine di una riunione e potrebbe interessare fino a 1.500.000 italiani vaccinati con Johnson & Johnson: ecco i dettagli
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La Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia Italiana del Farmaco, al termine della riunione, ha preso una decisione circa il richiamo per le persone vaccinate con Johnson&Johnson. Ecco di cosa si tratta.

Vaccino Johnson & Johnson, qual è la decisione dell’Aifa

Nel corso della riunione, la Commissione tecnico scientifica avrebbe spiegato come il vaccino Johnson&Johnson possa essere in grado di offrire una protezione stabile, entro 6 mesi dalla somministrazione, contro le forme più gravi di infezione da Covid-19 e l’ospedalizzazione.

Con il trascorrere del tempo, i dati scientifici avrebbero evidenziato un declino dell’efficacia contro le forme più lievi e moderate dell’infezione. Per questo motivo, come riporta l’Ansa, il Cts dell’Agenzia Italiana del Farmaco ha dato il via libera al richiamo vaccinale per chi ha ricevuto da 6 mesi la prima dose di Johnson & Johnson.

Vaccino, quando potrebbe esserci il richiamo per chi ha ricevuto Johnson & Johnson

La seconda dose destinata a chi si è già vaccinato con Johnson & Johnson sarà effettuata con un vaccino a mRna, dunque Pfizer o Moderna.

Le persone interessate sono più di 1.500.000. Non ci sarebbero ancora certezze sulle tempistiche, ma le prime somministrazioni del vaccino monodose Johnson & Johnson erano cominciate ad aprile 2021, quindi le procedure di richiamo potrebbero avvenire in tempi brevi. Tra le Regioni che intenderebbero cominciare subito ci sarebbe il Lazio, che potrebbe coinvolgere presto i medici di famiglia e le farmacie e attivare le prenotazioni sul portale regionale dedicato alle vaccinazioni.

Vaccino anti-covid, le parole del Sottosegretario alla Salute

Per il Sottosegretario alla Salute Andrea Costa, “Il tema non è se sia necessaria una nuova dose, perché questo è fuor di dubbio, l’intendimento è di indicare a tutti la somministrazione eterologa, ossia con vaccino a mRna, passati 180 giorni dall’inoculazione o per chi vuole anche prima”, come aveva espresso nel momento in cui il Ministero si era rivolto all’Agenzia Italiana del Farmaco per avere il parere del Cts.

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