Cronaca dal Mondo

Attentato contro il primo ministro iracheno Mustafa al-Kadhimi: drone esplosivo contro la sua residenza

Il premier iracheno Mustafa Al Kadhimi ha rischiato la vita in un attentato: un drone esplosivo si è schiantato contro la sua residenza nella Green Zone di Baghdad
attentato contro il primo ministro in iraq

Il primo mininistro dell’Iraq ha rischiato la vita in un attentato. Contro la sua residenza di Baghdad, è stato lanciato un drone esplosivo: le fonti internazionali riportano che benché il premier sia sopravvissuto senza riportare danni, alcuni agenti della scorta sarebbero invece rimasti feriti. Dura condanna contro l’attentato.

Iraq, attentato con drone esplosivo contro premier Mustafa al-Kadhimi

È successo nella Green Zone della capitale irachena Baghdad, quella parte di città che ospita edifici governativi e ambasciate straniere, soggetta a rigidissimi controlli di sicurezza.

Nonostante questo, però, un drone carico di esplosivi è riuscito ad arrivare al palazzo residenziale del primo ministro Mustafa al-Kadhimi e lanciarvisi contro. L’attentato ha lasciato illeso il premier, tanto che poco dopo ha lanciato un appello da Twitter: “Sto bene, grazie a Dio, e chiedo calma e moderazione da parte di tutti per il bene dell’Iraq“. In un’apparizione tv, riportano le fonti, ha anche definito “codardi” gli attacchi con razzi e droni, aggiungendo che “non costruiscono patrie e non costruiscono un futuro

Secondo quanto riporta la Reuters, 6 membri della sua scorta sarebbero rimasti feriti nell’attacco di questa domenica 07 novembre.

L’attentato, si apprende da Al Jazeera, è arrivato dopo giorni di violente proteste a Baghdad, causate dalle elezioni generali del 10 ottobre. A guidarle sarebbe un gruppo che avrebbe perso molto potere parlamentare dopo le elezioni e avrebbe anche denunciato brogli e irregolarità.

Attentato al premier in Iraq: l’Iran accusa i Paesi stranieri

La stessa fonte specifica che la milizia dietro alle proteste sarebbe “armata dall’Iran”, ma dal vicino Paese arrivano voci contrarie in relazione all’attentato contro il primo ministro Mustafa Al Kadhimi.

Da Twitter, si apprende, il capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano Ali Shamkhani ha addossato la colpa ad alcuni Paesi stranieri che “non hanno portato nulla in Iraq se non insicurezza e discordia attraverso la creazione e il sostegno a gruppi terroristici“.

Al momento, l’attentato contro il premier non è stato rivendicato. L’esercito iracheno si è limitato a riportare il fallito tentativo di assassinare il primo ministro con “un drone carico di esplosivi”.

Al Jazeera riporta i dubbi di un sostenitore della milizia dietro alle proteste, che si è definito “molto scettico del tentato assassinio“, sostenendo invece che sarebbe una sceneggiata orchestrata dal Governo per mettere fine alle proteste.

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