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Red Canzian ricorda Stefano D’Orazio a un anno dalla sua scomparsa: il dolore del musicista a Verissimo

Red Canzian ha voluto ricordare il compianto batterista dei Pooh Stefano D'Orazio, a un anno dalla sua scomparsa. Le dolorose parole del musicista a Verissimo
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Red Canzian ha voluto ricordare il compianto amico Stefano D’Orazio nel salotto di Verissimo. Il musicista ha vissuto lo scorso anno il dolore per la scomparsa del batterista, suo collega nei Pooh, e ai microfoni di Silvia Toffanin ne ha ricordato lo spirito creativo e l’innata simpatia. “Mi manca il suo modo di lavorare” confessa.

Red Canzian ricorda Stefano D’Orazio a Verissimo: “Era un complice

Red Canzian è stato storico membro dei Pooh, la band dei record che lo scorso anno ha dovuto salutare per l’ultima volta una delle sue colonne portanti: Stefano D’Orazio.

Il batterista ha lasciato un vuoto incolmabile nel cuore degli altri membri della band, dei suoi colleghi e in generale nel mondo della musica. A distanza di un anno dalla morte, Red Canzian ha voluto ricordarlo in un’intima intervista nel salotto di Verissimo.

Faccio una fatica immensa perché lui era un complice” confessa il musicista a Silvia Toffanin, ricordando la collaborazione con D’Orazio: “Tutta la parte di realizzazioni, palchi, invenzioni, ce la portavamo avanti io e lui. Quindi è strano.

Con il fatto che lui è andato via, per me realmente si è chiusa questa storia. Per una forma di rispetto non riuscirei più a salire sul palco, in quel palco che abbiamo costruito noi 4“.

Red Canzian su Stefano D’Orazio: “Mi manca il suo modo di lavorare

Silvia Toffanin chiede a Red Canzian quale aspetto di Stefano D’Orazio gli manchi di più. Il musicista ne è convinto: “Il sorriso. A giugno dell’anno scorso, prima di andarsene, venne in studio. Stavo preparando un concerto e volevo fare un duetto a distanza con lui. Quindi venne a fare un filmato, che poi avremmo sincronizzato. Non stava bene già allora, faceva fatica a camminare e nonostante questo era così ironico con se stesso“.

Red Canzian ricorda di Stefano D’Orazio anche il suo spirito creativo e l’intraprendenza artistica: “Mi manca il suo modo di lavorare. Era di grande stimolo, creatività. Lanciava un segnale e aspettava che tu lo raccogliessi e mettessi in pratica. Quando gli dissi che mi stavo separando dalla mia prima moglie perché ero innamorato di Bea, la donna che da 30 anni sta con me, lui è stato perfetto. Infatti è poi diventato biografo di questa mia storia con Bea“.

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