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La radio è più utilizzata delle piattaforme streaming per ascoltare la musica: i dati presentati in Senato

La radio è il mezzo più utilizzato dagli italiani per ascoltare musica, nonostante la nascita e la diffusione di sempre più piattaforme di streaming. I dati confermano questa realtà.
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Associazione Fonografici Italiani, AFI, ha presentato al Senato il rapporto “La musica che conta. Studio sul valore e lo stato economico dell’industria musicale italiana”, condotto insieme a Deloitte e GFK. I dati recepiti nel corso della ricerca hanno dimostrato che la radio viene ritenuta il mezzo più affidabile dagli italiani per ascoltare musica.

La radio vince sulle piattaforme digitali: la conferma nei dati

Il 56% degli italiani si affida alla radio per ascoltare la musica.

In un periodo storico in cui le piattaforme e i servizi di streaming come Spotify, Deezer, Apple Music si stanno diffondendo sempre di più, il più longevo dei mass media sembra quindi confermarsi come vincitore. L’88% degli italiani ascolta la musica ogni giorno, riferiscono i dati del report di AFI. Il 56% lo fa appunto tramite la radio, il 34% usa i servizi di streaming, il 22% si serve della televisione, mentre solo il 15% utilizza CD o vinili.

La radio si presenta quindi come leader assoluta per l’ascolto della musica. Pochi mesi fa, i dati TER relativi al terzo trimestre del 2021 mostravano un’importante crescita negli ascolti sia nel giorno medio, sia nel tempo di ascolto.

La fine della pandemia quindi sembrerebbe essere coincisa con una nuova penetrazione della radio fra il pubblico. Nonostante le innovazioni tecnologiche dunque, questo mezzo si dimostra vivo e sempre più diffuso.

La diffusione di nuova musica in Italia: il ruolo della radio e le nuove etichette

La radio è dunque il mezzo che più rende e tramite la quale gli italiani ascoltano più musica. La ricerca ha permesso inoltre di constatare come nel nostro Paese stiano nascendo sempre più etichette indipendenti, dal valore di 104 milioni di valore aggiunto rispetto al Prodotto interno lordo italiano.

Queste, spiega Ansa, risultano essere diffuse su tutto il territorio nazionale, mentre le majors si concentrano solamente a Milano. In totale, il giro d’affari legato alla musica ammonta a 2 miliardi di euro l’anno nel nostro Paese.

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