Economia

Assegno unico universale per i figli, dettagli e maggiorazioni nella bozza di Decreto attuativo

L'assegno unico universale per i figli potrebbe presto diventare realtà. Il primo passo è la presentazione della bozza di Decreto attuativo in Consiglio dei Ministri: ecco i primi dettagli sugli importi
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La bozza di Decreto attuativo per l’assegno unico per i figli è arrivata in Consiglio dei Ministri. Sono già stati diffusi i primi dettagli sul valore degli assegni e sullo schema che sosterrà questa nuova misura per le famiglie, comprese molte maggiorazioni per figli disabili e famiglie numerose. Ecco come sarà strutturata.

Assegno unico per i figli, che cos’è e quanto vale ogni mese

L’assegno unico universale per i figli sarà riconosciuto “per ogni figlio minorenne a carico” e per i nuovi natia partire dal settimo mese di gravidanza” e non avrà “limiti di età” per i figli disabili.

La cifra mensile, secondo la bozza appena consegnata al Consiglio dei Ministri, si attesterà sui 175€, da rimodulare però sulla base dell’Isee: fino a 15.000€ la cifra sarà piena e dunque pari a 175€, poi diminuirà in maniera progressiva e raggiungerà i 50€ per ogni figlio minorenne a carico di famiglie con Isee superiore a 40.000€, o che non presenteranno la dichiarazione Isee.

Chi può ricevere l’assegno unico per i figli e quali sono le maggiorazioni per i figli disabili

Le domande per l’accesso all’assegno unico per i figli andranno presentate all’Inps, secondo quanto si legge nella bozza, a partire dal 1° gennaio e riguarderanno il periodo da marzo a febbraio dell’anno successivo.

L’assegno sarà erogato al genitore che presenterà domanda oppure “a richiesta anche successiva, in pari misura” tra i genitori. In caso di affidamento esclusivo “l’assegno spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. Nel caso di nomina di un tutore, l’assegno è riconosciuto nell’interesse esclusivo del tutelato” precisa la bozza del Decreto.

Per le famiglie con figli disabili, l’assegno unico sarà erogato indipendentemente dall’età dei figli e sono previste numerose maggiorazioni.

In caso di non autosufficienza, le famiglie riceveranno 105€ al mese in più. Per le disabilità gravi la maggiorazione sarà pari a 95€ e arriverà a 85€ per i casi di disabilità media. I disabili maggiorenni avranno diritto a 50€ al mese in più fino ai 21 anni e, dopo questa età, riceveranno l’assegno sulla base dell’Isee.

Assegno unico universale per i figli maggiorenni: chi potrà continuare a riceverlo

Per i figli maggiorenni, di età compresa tra 18 e 21 anni, l’importo dell’assegno sarà rimodulato allo stesso modo tra 85€ e 25€ al mese.

Per averne diritto, i figli maggiorenni dovranno svolgere una delle seguenti attività:

  • frequentare un corso di formazione scolastica o professionale o un corso di laurea;
  • svolgere un tirocinio;
  • avere un lavoro con reddito complessivo inferiore a 8.000€ annui;
  • essere registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;
  • svolgere il servizio civile universale.

I figli maggiorenni possono presentare domanda per “la corresponsione diretta della quota di assegno loro spettante”, come si legge nella bozza di Decreto attuativo.

Famiglie numerose, tutte le maggiorazioni dell’assegno unico per i figli

Per le famiglie numerose saranno previste alcune maggiorazioni, sempre in base all’Isee: varieranno tra 85€ e 15€ al mese per ogni figlio. Dal 2022 sarebbe inoltre prevista una “maggiorazione forfettaria” da 100€ al mese per i nuclei con 4 o più figli. Le madri con età inferiore ai 21 anni riceveranno 20€ al mese per ogni figlio indipendentemente dall’Isee. Un’altra maggiorazione dovrebbe essere erogata se entrambi i genitori lavorano: in base all’Isee, varierà tra 30€ e 0€ al mese per ogni figlio.

Assegno unico per i figli, le modalità per cittadini extracomunitari e titolari di Reddito di cittadinanza

L’Assegno Unico spetterà anche ai cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno, permesso di lavoro o di ricerca superiore a 6 mesi.

Per ottenerlo dovranno avere congiuntamente la residenza in Italia da almeno 2 anni, anche non continuativi, oppure la titolarità “di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale”. In più, saranno richiesti il domicilio e il pagamento delle tasse in Italia.

Per quanto riguarda i beneficiari del Reddito di cittadinanza, per loro non sarà necessario presentare l’apposita domanda perché sarà l’Inps a corrisponderlo d’ufficio. Per loro, l’importo sarà erogato dall’Inps “congiuntamente e con le modalità” con cui viene erogato il Reddito. La cifra dovuta sarà calcolata sottraendo la quota di Reddito già “relativa ai figli minori” dalla cifra che dovrebbe spettare per l’assegno unico.

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