Animali a chi?

Pellicce e Black Friday, parte la campagna social di sensibilizzazione per acquisti più consapevoli

Tra gli articoli che si potranno acquistare a prezzi ribassati durante il Black Friday ci saranno capi d'abbigliamento con inserti in pelliccia vera: la campagna per sensibilizzare gli acquirenti.
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Il Black Friday è ormai alle porte e, tra gli articoli che si potranno acquistare a prezzi ribassati, ci saranno anche capi d’abbigliamento con inserti in vera pelliccia di animale. Per questo motivo sui social è tornata la campagna per sensibilizzare i consumatori sulla produzione e sulla vendita di questi capi.

Pellicce animali, la campagna social per sensibilizzare durante il Black Friday

La campagna #FurFreeFriday ha come motto La moda è una questione di gusto.

La crudeltà no! ed è stata creata per sensibilizzare i consumatori, ma anche gli influencer e le altre figure del mondo fashion che possono indirizzare e influenzare gli acquisti del grande pubblico. L’obiettivo è arrivare a una riduzione consapevole della domanda di capi con inserti o interamente fatti di pellicce animali, così da poter portare a una riduzione dell’offerta. I segnali al momento sarebbero incoraggianti: a settembre 2021, il prezzo medio delle pelli di visone scambiate all’asta di Copenaghen, la più importante del mondo, è sceso sotto i €30/pelle, contro i €90/pelle del 2019.

Lo ha rivelato uno studio realizzato per Humane Society International/Europe dal titolo L’allevamento di visoni in Italia: Mappatura e prospettive future.

Pellicce e allevamenti, cosa c’è dietro gli inserti nei capi d’abbigliamento

A oggi, in Italia sono presenti 10 allevamenti di visoni, mentre 30 anni fa il loro numero era pari a 125. In tutto il mondo, sono almeno 100.000.000 gli animali allevati e uccisi per ricavare la loro pelliccia. Più del 95% delle pellicce in commercio sono state prelevate da animali selvatici allevati in modo intensivo, mentre altri sono invece cacciati in natura o catturati con trappole che causano atroci sofferenze.

Le pellicce più diffuse in commercio provengono da volpi, visoni, cani procione e cincillà. Questi animali sono uccisi non solo per realizzare le tradizionali pellicce, ma anche per confezionare gli inserti e le finiture, come per esempio gli inserti nei cappucci delle giacche e i pompon dei cappelli, ma anche nei guanti e nelle scarpe.

Le vite crudeli e le morti inutili di milioni di animali senzienti sono dovute ai dettami della moda. È ora di cambiare tutto questo – è l’appello di Martina Pluda, Direttrice per l’Italia di Humane Society International – Invitiamo tutti a prendere posizione e schierarsi dalla parte degli animali, lasciando la pelliccia sugli scaffali e acquistando solo capi di designer e rivenditori che hanno scelto la compassione”.

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