Cronaca dal Mondo

Donne e bambine vendute in cambio di cibo. L’allarme dell’Unicef: in Afghanistan è emergenza

L'Afghanistan è sull'orlo del baratro della peggiore crisi umanitaria dell'ultimo secolo e del mondo. Le donne e le bambine stanno pagando il prezzo più caro
Afghanistan donne e bambine vendute in cambio di soldi e cibo

L’Afghanistan è sull’orlo del baratro della peggiore crisi umanitaria dell’ultimo secolo. Complice l’instaurazione del regime talebano, che impedisce alle donne di lavorare, molte famiglie sono ridotte in condizione di fame e povertà e questo sta portando alla compravendita di esseri umani, soprattutto donne e bambine, queste ultime costrette a sposarsi.

Le terribili immagini provenienti dall’Afghansitan lo scorso agosto non hanno reso a pieno la drammaticità della situazione in cui verte il Paese e se molte famiglie, donne, bambine e bambini sono riusciti a salvarsi arrivando in occidente, per decine di migliaia di altri non è stato possibile.

Crisi umanitaria in Afghanistan: i dati dell’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura

Sono circa più di 18milioni i cittadini afghani che non hanno da mangiare tutti i giorni, un numero che, secondo l’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura, è destinato ad arrivare a 23milioni entro la fine dell’anno.

Un dramma alimentato anche dalle leggi imposte dai talebani che impediscono alle donne di lavorare. In una nota diramata dalle Nazioni Unite, si legge su Globalist, “I divieti talebani che impediscono alle donne di svolgere la maggior parte dei lavori retribuiti hanno colpito proprio le famiglie dove le donne erano le colonne portanti.

Anche nelle aree in cui le donne possono ancora lavorare – come l’istruzione e l’assistenza sanitaria – potrebbero non essere in grado di soddisfare i requisiti talebani e sono costrette a compiere tali gesti“.

Donne e bambine vendute in cambio di cibo o beni

Secondo i dati raccolti durante una ricerca condotta dall’Unicef e dall’Agenzia delle Nazioni Unite per l’infanzia negli ultimi mesi in Afghanistan è in corso una compravendita di donne, poi vittime di stupri e violenze, e di bambine che sono costrette a sposarsi.

Secondo quanto riferito ci sarebbero alcuni casi eclatanti: una bambina di 6 anni è stata venduta per 3’500 dollari, un bambino di 18 mesi invece è stato venduto per 2’800 dollari. Un altro rapporto segnala invece di una piccola di 9 anni venduta pere un totale di 2’200 dollari in pecore, terre e contanti.

Il dramma delle spose bambine peggiora di ora in ora

In un nuovo rapporto dell’Unicef stilato a novembre si legge che in Afghanistan i matrimoni precoci sono in aumento, in barba alle leggi che vietano alle donne di sposarsi se hanno meno di 15 anni.

Le spose bambine sono vittime di scambi di natura econimica tra famiglie, trattate come merce e non persone da chi dovrebbe averne cura e invece causano loro danni fisici e psicologici.

Non solo abusi verbali, fisici e sessuali (molte sono picchiate e obbligate con la violenza a lavorare per il marito-padrone), c’è anche il problema del mancato accesso alla contraccezione e ai servizi medico-ginecologici e così, secondo il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, sono quasi il 10% le ragazze afghane di età compresa tra i 15 e i 19 che partoriscono all’anno per coloro che riescono ad arrivare al parto, molte muoiono a causa di complicazioni della gravidanza o del parto, proprio a causa del mancato accesso alle cure.

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